- 28 luglio 2010
Caro Alessandro, ho appena cancellato dal mio blog un post che dava della mignotta ad una nota conduttrice televisiva. Non che non sia vero. Ma come tu sai, non si può scrivere esattamente quello che si
vuole, anche se è vero. Mi chiedo perciò perché dobbiamo combattere a tutti i costi una legge che ci obblighi a pubblicare una smentita.
Nella rete viaggia di tutto. Perché non possono viaggiare le smentite?
Perché non bisogna cercare di convincere i bloggisti che bisogna
comportarsi con un minimo di senso di responsabilità maggiore? E
perché questa legge è un ammazza-internet? Sinceramente, io non lo
capisco. Ma forse mi manca qualche elemento. Forse ignoro che questo è il primo passo al quale ne seguiranno altri. Tu sei uno dei pochi blogger di cui mi fido. Aiutami a capire. Claudio.
Caro Claudio,
secondo me le questioni sono diverse.
Iniziando dalla prima: se c’è obbligo di rettifica, il blogger deve fornire un indirizzo (reale o virtuale) a cui far giungere una rettifica. Quindi deve attuare una registrazione presso una qualche autorità. Se un blogger deve registrarsi, è finito il concetto stesso della comunicazione on line immediata e libera da burocrazia. E’ una irrigimentazione che va nel senso opposto al quello di una società aperta. Non è la Cina, certo: ma è un buroautoritarismo che (ad esempio) in una società aperta come quella americana farebbe solo ridere.
Secondo: la rete, lo sai come me, tende ad autorettificarsi – come del resto insegna il caso Wikipedia. Non è come un giornale che è verticale, lo stampa il suo editore e se non gli imponi l’obbligo di rettifica non hai speranze di far valere la tua opinione. Al contrario, chiunque può immettere in rete contenuti diversi e opposti da quelli rettificandi, e sarà l’autorevolezza del singolo immettitore di contenuti a garantire che la sua versione è più credibile di quell’altra. Io non ho mai chiesto rettifica a chi in rete diceva le cose peggiori di me, perché so che la mia web reputation non viene scalfita da quel tipo di affermazioni, perchè immetto contenuti diversi e (spero) apprezzati.
Terzo: imporre l’obbligo di rettifica entro 48 ore (anche se paradossalmente non ci fossero le registrazioni) impone comunque al blogger di collegarsi ogni giorno al web per vedere se sono arrivate rettifiche. Le 48 ore, come sai, erano state pensate per i quotidiani che escono tutti i giorni, infatti, e dove c’è sempre una redazione attiva. Se il blogger scrive che la compagna di classe è brutta e poi parte per tre giorni in montagna senza pc, torna a casa e si trova una multa da 12500 euro.
Quindi il risultato è disincentivare i ragazzi a comunicare in rete, intimidirli, insggnar loro che c’è fuori uno Stato Etico pronto a multarli (bella lezione di educazione civica!).
Il risultato è soffocare quel fermento libero e imprudente che sono i blog, certo talora pieni di sciocchezze ma che per una società libera costituiscono una risorsa e non uno spauracchio.
Infine: dal punto di vista penale chi diffama altri sui blog (tipo quello che dà della mignotta a una conduttrice televisiva) è un reato esattamente come diffamarla off line. La rettifioca non c’entra. La responsabilità c’è già e mente chi dice che i blogger non vogliono essere responsabili di quello che scrivono.
Non so se ti sono stato in qualche modo utile, ma questo è semplicemente quello che penso. Anche perché altrove si va verso società sempre più aperte e plurali, libere e disinibite, dove la famosa “onorabilità” non si tutela con le rettifiche ai sensi di legge, ma con la autorevolezza che si conquista giorno per giorno confrontandosi liberamente in Rete.
Un abbraccio. Alessandro.
Caro Alessandro, grazie, su alcune cose mi hai aperto gli occhi, altre non mi hanno convinto. Tu parti da una fiducia nella rete e nella sua capacità di autogestirsi e autopurificarsi che io non ho. Io penso invece che la rete abbia, come effetto perverso, liberato anche il peggio che c’è in noi e convinto molta gente che non esiste il senso di responsabilità.
Ma ti rispondo con più calma. Anche perché penso che su questo tema si leggano molti luoghi comuni, da una e dall’altra parte. E poche cose
ragionate, come per esempio quelle che mi hai scritto.
ciao
claudio
- 27 luglio 2010
da Claudio Urbani, Roma
Giusto Gasparini, ottimo a ricordare che in democrazia si governa con i voti, e non con ” le porcate”, così ha definito questa legge elettore colui che l’ ha ideata, cioè Calderoli. Infatti è con la maggioranza delle preferenze, cioè il 50% + 1 che si ottiene questo diritto. Ora mi si spieghi come mai questo govervo pretende di essere democraticamete eletto e governare con il 46, 811% dei consensi degli italiani?
da Claudio Urbani, Roma
Bossi ha un solo programma politico: il Federalismo e vuole, giustamente, secondo le sue convinzioni, attuarlo subito. La prima domanda che uno si potrebbe porre, dopo che fara? La Lega si scioglie? Ne dubito, ormai sta piazzando figli e moglie e non sarebbe conveniente. Riguardo l’IVA e lRPEF – si è dimenticato l’IRAP?- per la parte che riguarda le aziende, a quale comune dovrebbe essere pagata: dove risiede la fabbrica o dove a sede la ragione sociale dell’azienda? Sarebbe divertente che il Piemonte si prendesse tutto quello che dovrebbe pagare la FIAT con i suoi stabilimenti sparsi in ogni dove. Un’ultima cosa: perché la Lega non ha mai proposto che gli stipendi deglii onorevoli non siano pagati dai comuni di provenienza? Non sarebbe questo un buon federalismo, anzi ottimo, federalismo fiscale?
da Paolo Turco, Bologna
Se lo Stato ha bisogno, per funzionare, del 30% del Pil, riceverà dai cittadini – in base alla loro capacità contributiva, come previsto dalla Costituzione – da alcuni mediamente proprio il 30%, da altri solo il 15% e, da una terza parte, diciamo, il 45%. Tutto con grande approssimazione, e solo per fissare le idee. Ma se i redditieri più alti sono concentrati in un dato territorio, non è possibile pensare di usare lì stesso le somme maggiori da loro versate, perché servono per compensare le quote inferiori incassate altrove.
da Armando Gasparini, Veneto Alto
Qualcuno ricordi alla Carla Bergamo, e per conoscenza agli illuminati “Ottimi” della sinistra, che la politica in democrazia tende a farsi soprattutto con i VOTI. Quelli che “con i se, ma non è” e “con il se, ma ancora c’é”…non si prendono. Questo io ho capito…quello che in un blog di sinistrorsi ancora non han capito!
da Massimo Mai
Il sedicente partito liberale di massa cerca di processare internamente ed espellere chi esprime opinioni diverse da quelle del capo, nel contempo tralascia di pronunciarsi, anzi difende a oltranza soggetti che pur avendo condotte magari non illegali, ma sicuramente poco limpide e poco opportune per chi è ai vertici di un partito usa il proprio potere per continuare a fare affari.
Quali sono i valori fondanti del partito in questione mi pare chiaro.
- 26 luglio 2010
da Francesco Falvo D’Urso – Lamezia Terme
Vi ricordate La Cosa? E il documentario del 1990 diretto e prodotto da Nanni Moretti? Quando Achille Occhetto pensò di trasformare il PCI in un nuovo soggetto politico? Ecco che Moretti intervista il popolo di sinistra, dalla Sicilia al Piemonte, per sapere cosa ne pensa. Fu esemplare ed illuminante vedere un ricco ventaglio di pensieri, emozioni e sentimenti così diversi, da un luogo all’altro, nonostante un humus di valori condivisi. Credo che quel dna politico ci dia la libertà di ammirare persone diverse che si distinguono nel panorama politico culturale tanto quanto provare indifferenza (se non antipatia) per chi dovrebbe rappresentarci. Diciamolo, non siamo irreggimentati come a destra.
da Vincenzo Rocchino, Genova
Votando Michele Vietti a vice presidente del CSM, lo stesso che ha votato tutte le leggi vergogna a favore del berlusca, Bersani dimostra di essere succube di D’Alema. Il “soccorso rosso” garantirà che il “Palazzo dei Marescialli” sia sotto il controllo di Berlusconi. Sono nauseato.
- 23 luglio 2010
da Carla Bergamo, S. Paulo
Temo proprio che Montanelli, come Borsellino e Falcone, siano divenuti eroi della sinistra si, per motivi molto semplici: sono stati abbandonati e bistrattati dalla destra, da vivi e da morti (nel caso di Montanelli, negli ultimi anni di vita). La sinistra, si sa, è solidale per natura. Ma potremmo includere tra gli eroi della sinistra, per esempio, il vivissimo e destrissimo Travaglio. E vorrei sottolineare che, quando parliamo di sinistra, non parliamo del piddí dei D’Alema, Fassino e compagnia, ma parliamo della sinistra che frequenta il blog di CSF e legge La Repubblica eccetera. Sarà che dopo tante (cattive) frequentazioni in un blog di sinistrorsi l’inappuntabile Sig. Gasparini ancora non ha capito che ci sono dei conflitti tra il popolo della sinistra e il partito che dovrebbe rappresentarli?
da Muin Masri
“Chiedo aiuto a casa.”, di solito è così, no? Quando un concorrente è in
difficoltà può chiamare per un aiutino, altrimenti addio sogni di gloria.
Ecco è arrivato il momento catartico dell’ultimo gradino per raggiungere la
tanto sospirata e inutile (secondo la Gelmini) laurea. E siccome non ho più
fiato, chi meglio di voi, discepoli di Csf, titolari di intelligenza e
spirito socialista, può darmi un aiutino? Anzi, potete anche scrivere tutta
la tesina, fate pure, io di certo non mi offendo; sappiate che il titolo
sarà “Democrazia e violenza” e i libri di riferimento sono: “La democrazia
in America” e “Identità e violenza”. Mi raccomando, fate attenzione
all’articolesse e non esagerate con i tempi verbali troppo corretti. Ci
presentiamo alla sessione di settembre! InshAllah.
- 22 luglio 2010
da Armando Gasparini, Veneto Alto
Convengo sul fatto che una capatina a Palermo Angelino poteva farla, ma capire quelli che non si son fatti strumentalizzare non unendosi a quel centinaio di “agende rosse”…forse un motivo c’è: Borsellino non veniva preso proprio in considerazione giacchè considerato ideologicamente di destra . Falcone poi, fu osteggiato proprio dal Pci a livello di Csm e per questo gli venne negata la Direzione della Dia e la nomina a Procuratore Capo di Palermo ( gli furono preferiti Mele e Cordova). Inoltre fu accusato di essersi venduto ai Socialisti perché collaborava con Martelli… Poi, quel galantuomo di Leoluca Orlando (appollaiatosi sulla poltrona di Sindaco di Palermo, casualmente “regnanti” Ciancimino e Lima) lo accusò di nascondere le prove nei cassetti… Adesso, come con Montanelli, son gli eroi…di sinistra!
da Claudio Urbani, Roma
…”con i messaggi subliminali inculcati con ripetizione ossessiva, trasmessi attraverso la stampa e le immagini TV, con ripetizione e continuità maniacale”. … Questa è l’esatta definizione delle martellanti apparizioni del berlusca nelle ultime settimane su tutte le TV nazionale e di mediaset, soprattutto sul TG4 che le ripropone sistematicamente, delle interviste compiacente dei suoi vassalli. Per non parlare delle estemporanee uscite , patetiche e squallide battute da caserma che usa in ogni occasione per far parlare di se sui quotidiani e non Mi associo caldamente nella proposta dell’ambulanza, per il berlusca ovviamente.
da Paolo Cape’, Milano
Vedo una diffusa tendenza ad attribuire al Ministro Maroni i meriti per alcuni recenti successi nel contrasto alla criminalità mafiosa. Tutte le recenti operazioni sono state condotte da polizia e carabinieri sotto la direzione di magistrati del pubblico ministero: a costoro vanno attribuiti i meriti, almeno in prima battuta. Per verificare se ci sono meriti anche del Ministro degli Interni dovremmo chiederci se costui ha in qualche modo facilitato le ultime brillanti operazioni. A giudicare dai tagli di organici e mezzi e dalle norme che rendono sempre più difficili indagini e processi, direi proprio di no.
da Paolo Beretta
I sequestri come conseguenza dei soggiorni coatti al nord: la solita sparata del solito Gasperini. Non rilevante, sempre secondo lui, il fatto che al nord circoli più denaro che a sud e che, più che i soggiorni coatti, sono le “importazioni” d’eccellenza, di cui Mangano è l’esempio più eclatante, a fare peso. Ma tant’è, lui santifica Maroni, dimenticandosi delle operazioni che negli anni ‘90 portarono all’arresto di quasi 3000 mafiosi in Lombardia e del fatto che, proprio sotto il naso del nostro Ministro dell’Interno, è spuntata una schifezza come la P3. Ha quasi ragione, Gasperini: e se qualche volta si dicesse la verità ? Ma dirla tutta, però.
da Gianni Guasto
Io invoco la liquidazione del PD per scarso rendimento e l’ingrato Gasparini applaude. Vatti a fidare degli amici.

