da Paola Altrui, Roma
“Troppe donne”, titola oggi a piena pagina il quotidiano Libero. Il sommario dell’articolo chiosa: “Prima erano escluse da ogni carica, ora tutti [sic!] le vogliono ai vertici. Confindustria sta diventando un gineceo. E Berlusconi avrà quattro ministre. Conquista femminile o semplice moda?”. Se ritenessi Vittorio Feltri un fine provocatore, mi verrebbe da sorridere; ma, nel Paese in cui una rappresentanza istituzionale femminile del 30% viene accolta come una novità epocale, continuano a sussistere significative differenze fra le remunerazioni maschili e femminili a parità di ruolo e responsabilità, si biasimano in modo più o meno esplicito le donne che non rinunciano alla carriera per dedicarsi esclusivamente alla famiglia e – già che ci siamo – si paventa una revisione in senso restrittivo della legge 194, un editoriale del genere mi suggerisce utilizzi impropri e poco ortodossi del quotidiano che lo ospita.
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