di Gian Antonio Stella – Il Corriere della Sera
PALERMO — Se il ragionier Giuseppe Milazzo andrà al seggio con l’auto blu di presidente uscente della VI circoscrizione comunale, quella dei quartieri popolari verso l’aeroporto, non si sa. Si sa che il suo appello agli elettori, chiamati a scegliere tra Diego Cammarata e Leoluca Orlando, è accorato: «Non votate per persone che sfrutteranno il vostro voto per soli interessi personali!». Bel pulpito..Prima di fare politica, spiega lui stesso nel sito internet, non aveva lavorato un solo giorno. Dopo, è stato fatto vicepresidente Consiglio di Amministrazione Opera Pia S.Lucia di Palermo, piazzato nel CdA «dell’Assessorato Regionale Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca di Siracusa». Inserito tra i raccomandatissimi assunti senza concorso all’Amia, nettezza urbana. Dove ha preso ogni mese una busta paga che si cumulava con quella di presidente circoscrizionale: 4.750 euro al mese. Slogan: «In prima persona per continuare». La politica, dice, per lui è una passione. C’è da credergli. Dicono che è lì che si deciderà lo scontro frontale tra il sindaco uscente, l’aitante avvocato dal sorriso standard riproposto dalla CdL, e il suo predecessore, che dopo aver fondato la Rete e seminato scompiglio nella vita politica nazionale e infine girato il mondo come autore di libri scritti solo in tedesco e in inglese come se non volesse più occuparsi delle faccenduzze palermitane, ha deciso di tornare. E provare a riprendersi quella città che in qualche modo ritiene gli appartenga. Dicono che si deciderà, il duello, non solo sul carisma elettorale dei due candidati e men che meno sulla benedizione calata dall’alto da parte di Berlusconi (che con la battutaccia sugli elettori orlandiani «malati di mente» avrebbe un po’ incasinato le cose) o di Prodi. A pesare saranno le centinaia e centinaia di aspiranti «deputatini» circoscrizionali, aspiranti presidenti, aspiranti consiglieri comunali, aspiranti assessori. CONTINUA…
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