da Silvia Palombi

Numi del cielo, LUI sbandiera messaggi privati per poter prendere le
distanze pubblicamente da me e dall’idrolitina e si è messo crudelmente
a darmi del lei! Cuore di selce! Cosa ho mai fatto per meritarmi
questo? Potevi dirlo subito che preferivi la frizzina.

Dio mio, tra una prostituta al Flora, un deputato dimesso, un sesso orale, un bacio al colosseo, in questo tripudio di sessualità irriverente e vietata, io penso che dovremmo porre fine al delirante dibattito sulla frizzina (csf)

[csf ::: 23:05]

da Isabella Guarini

Non c’è bisogno di niente altro che di buon senso. In sintesi, il modo con cui ogni persona esprime la propria sessualità appartiene alla sfera privata, anzi privatissima, ma se dall’esercizio privato derivano inconvenienti pubblici, come il malore per abusi, fino alla morte, allora si ricorre all’ospedale e ai carabinieri, di conseguenza. La persona che ci tiene al proprio privato non si esibisce con puttane pubbliche, mettendo a rischio la propria funzione di rappresentante pubblico. Inoltre,, parliamo sempre di morale e non d’igiene, perché il sesso a pagamento è sempre rischioso per la salute. E questo un Parlamentare dovrebbe saperlo.

Isabella, suvvia… “la persona che ci tiene al proprio privato non si esibisce con puttane pubbliche”? Moretti ti avrebbe sgridata. Ma come parli? Le parole sono importanti! (csf)

[csf ::: 23:04]

da Alberto Arienti

Stabilire che tipi di baci si siano scambiati i due incriminati, è un po’ come stabilire il numero dei partecipanti ad una manifestazione: i manifestanti sparano di solito numeri 10 volte superiori alla polizia. I terzisti fanno la media.
In questo caso la media non aiuta, ma forse il buon senso si: con l’eccitazione ed i calzoni che scendono al pube, forse qualcosa aveva fatto capolino prepotentemente…

[csf ::: 23:02]

da Federica Pirrone, Milano

Cosimo Mele, sbadato parlamentare del “regno dell’ipocrisia-UDC”. Da anni rafforza la propria identità cristiana con un iter etico che passa per il divorzio, il gioco d’azzardo, le tangenti. Ora è la volta dell’adulterio. E’ una prostituta, ma lo intuisce solo davanti al conto. La donna va in overdose, però droga non ne ha vista. Erano due, ma non se n’è accorto. Che sfortuna: per colpa del malore di una puttana, sua moglie piange, è in imbarazzo coi figli, e si deve dimettere dal partito. Dal parlamento no, che c’entra, lui risponde solo a famiglia e partito. Mica ai cittadini che rappresenta. A quelli che gli pagano lo stipendio da parlamentare, con cui fa i regalini alle sex worker quando le porta in suite al Flora. Ché non va in camporella, Mele. Di questo non si vergogna, anzi, si sente un eroe: tanti l’avrebbero lasciata crepare, invece lui, che è uno sveglio, l’ha aiutata pur avendo capito subito di rischiare la faccia. In pratica, si sente orgoglioso perché non è un delinquente.

[csf ::: 23:01]

da Emilio Pierini

Siamo perfino alla solidarietà a Mele. Ma sì certo saremo solidali con lui allorché
riprenderà parte ai Family Day o allorché voterà magari contro le coppie di fatto,
o appoggerà progetti di leggi per combattere la prostituzione. A nessuno, in quei
casi verrà in mente di ricordare da quale pulpito viene la predica…
Mi dissocio totalmente da queste aperture ipergarantiste.
Poi ai più sfugge che il nostro eroe si è sì dimesso, ma dal partito e non da parlamentare.

Chiedo a chiunque voglia intervenire d’ora in poi sull’argomento una previa dichiarazione di non essere andato mai con una prostituta (csf)

[csf ::: 22:58]

da Antonio Leonforte, Roma

Volevo avvertire questa vivace comunità che, vista la piega degli ultimi avvenimenti (Bindi, Letta, Pannella/Bonino, ora perfino Di Pietro), ho deciso anche io di candidarmi (ma dovrei dire “non sottrarmi al dovere di”) alla segreteria del Partito Democratico. Ho molto riflettuto, ed ho concluso che se avessi atteso oltre sarebbero finiti i posti a sedere. Mi scuso infine con Pino Granata, che non avevo minimamente intenzione di offendere nel mio ultimo post (ammesso che la sua garbata reazione si riferisse a me). Spero che la leggerenza non mi costi il suo voto. Come first lady vorrei Luca di Ciaccio, a patto che accetti di farsi arrestare insieme a me davanti al Colosseo nel corso di una innovativa iniziativa di marketing politico. L’amico De Franco assessore al decoro urbano con delega al conteggio delle deiezioni canine.

[csf ::: 22:52]

da Mario Lorenzi

La notizia del giorno sono le dichiarazioni dell’on.Cesa sulla solitudine dei parlamentari.Non ho parole,ma non mi stupisco più di niente,ora scoprono perfino che esiste l’ ipocrisia , ora invocano un aumento per il ricongiungimento delle famiglie lasciate al paese e in attesa spasmodica delle lettere con il piccolo assegno per il pagamento del negozio di generi alimentari.Non se ne può più,non vedo l’ora di leggere il commento di clsabelli sul mitico ,negativo,Cesa.

[csf ::: 22:51]

da Alessabdro Ceratti

Vedo che il tenore di tanti interventi dei nostri bloggisti a proposito del ?caso Mele? è del tipo: ?si tratta di faccenda che attiene alla vita privata e, come tale, riguarda solo l’interessato?. Io non sono d?accordo, perché, anche se senz?altro il comportamento del parlamentare non è reato, questo non significa che non sia una notizia. A meno che non si ritenga che le uniche notizie riguardanti i parlamentari che possono legittimamente essere pubblicate dai giornali debbano essere quelle riguardanti i loro atti criminosi (e le notizie non mancherebbero). Detto questo, ovviamente, riservo la mia indignazione per casi maggiormente meritevoli (e non mancherebbero).

[csf ::: 22:49]

da Vincenzo Rocchino, Genova

Cara Paola, ho l’impressione che “Santa Romana Chiesa”, con le sue prese di posizioni, abbia costretto più di una volta noi cittadini, a battaglie di civiltà per godere di leggi ad essa sgradite come il divorzio, l’aborto, le staminali, eccetera. Ho sempre apprezzato i tuoi post per lucidità e competenza; non vorrei, stavolta, averti fraintesa nel passaggio di cui sopra.(?)

[csf ::: 22:49]

Cosimo Mele, deputato Udc, va con le prostitute. Come milioni di italiani. Però il deputato Mele, preso con il sorcio in bocca, dà le dimissioni e il presidente dell’Udc Lorenzo Cesa, le accetta spinto dai suoi democristiani scandalizzati. Ha fatto bene Cesa? Ha fatto male? Come dimenticare che Lorenzo Cesa è reo confesso di avere trattato tangenti? Anche Cosimo Mele è rimasto impelagato in storie di tangenti. E l’Udc evidentemente lo sapeva quando lo ha accolto proveniente dalle fila degli appassionati di Raffaele Fitto. Erano circa sei anni fa. Allora, lungi dal cacciarlo, il partito di Lorenzo Cesa, reo confesso di avere trattato tangenti, partito come tutti sanno intransigente con chi ha avuto a che fare con la giustizia, partito nel quale uno dei leader è Toto Cuffaro, gli disse: “Ma prego, si accomodi, questo è il suo partito”. La corruzione non scandalizza un cattolico. Il sesso, invece…

[csf ::: 22:38]

da Antonio Leonforte, Roma

Volevo avvertire questa vivace comunità che, vista la piega degli ultimi avvenimenti (Bindi, Letta, Pannella/Bonino, ora perfino Di Pietro), ho deciso anche io di candidarmi (ma dovrei dire “non sottrarmi al dovere di”) alla segreteria del Partito Democratico. Ho molto riflettuto, ed ho concluso che se avessi atteso oltre sarebbero finiti i posti a sedere. Mi scuso infine con Pino Granata, che non avevo minimamente intenzione di offendere nel mio ultimo post (ammesso che la sua garbata reazione si riferisse a me). Spero che la leggerenza non mi costi il suo voto. Come first lady vorrei Luca di Ciaccio, a patto che accetti di farsi arrestare insieme a me davanti al Colosseo nel corso di una innovativa iniziativa di marketing politico. L’amico De Franco assessore al decoro urbano con delega al conteggio delle deiezioni canine.

[csf ::: 22:31]

da Claudio Urbani

Mi trovo d’accordo con CSF, Mele ha fatto in privato quello che non è
assolutamente un reato, come già è stato accertato e quindi il pubblico
ludibrio cosa centra? Sono d’accordo con Volontè sul suo concetto che
non si può legiferare su droga – ma questo sembra che non ci sia stata-
e famiglia andando con prostitute. Ma Volontè non arriva un po’ tardi?
Se per legiferare con coerenza chiede, o sogna?, un atteggiamento “da
moglie di Cesare” come possiamo capire che paladini della famiglia
cattolica si ergono persone come Berlusconi e Casini divorziati? Che
siedano in parlamento dei Previti e Dell’Utri che magari legiferano su
reati come corruzione, mafia e riforma della giustizia? Perché non si
vara allora una bella legge che i partiti non possano candidare
inquisiti o che siano immediatamente allontanati chi è condannato
definitivamente? Penso che un comportamento alla Selva, che oltre tutto
si vantò della sua bravata pubblicamente ed ora per non essere
allontanato dal suo partito per un sussulto di dignità, cambia in Forza
Italia, dove il suo leader, che si vanta campiono di principi, ne vanta
uno molto meno sano, quello di accogliere qualunque colpevole di reato?
Solidarietà e rispetto con Mele che ha spontaneamente confessato e
subito dimesso, spontaneamente!

[csf ::: 13:43]

Intervista di Guido Ruotolo per la Stampa

Onorevole, è lei il protagonista della notte tutta sesso e droga con due prostitute, nella suite dell’hotel Flora di via Veneto? «Non per come l’hanno raccontata i giornali. Se mi chiede se sono io che ho commesso una leggerezza, le rispondo di sì». La «caccia» all’onorevole è durata poco. Al primo tentativo, Cosimo Mele, deputato Udc di Carovigno, provincia di Brindisi, laureato in amministrazione aziendale e industriale, sposato con quattro figli, ammette con sofferenza. E proclama il suo stupore per il clamore della notizia. Deve ancora confessare la «scappatella» alla moglie: questione di ore, entro la notte, prima che lei legga i giornali..

Cosimo Mele è il politico che nella notte di venerdì, mentre i suoi colleghi erano impegnati in Aula a votare l’ordinamento giudiziario, è stato protagonista di questa «avventura» che poteva avere un epilogo diverso. Una delle ragazze è stata ricoverata al pronto soccorso del «San Giacomo» in stato confusionale: «Mi hanno costretta a prendere quelle pasticche…ma non ricordo perché…». Salvo poi cambiare versione: il parlamentare l’ha pagata per una notte in sua compagnia…

Allora, onorevole, come sono andati i fatti? Lei e due donne nella suite dell’hotel di Fellini? Sesso e droga?
«Veramente non me ne sono neanche accorto di questa ragazza che prendeva pasticche o quant’altro. A un certo punto ha dato fuori di testa e io ho chiamato la reception: “C’è una persona che non sta bene…”. E’ arrivata poi l’ambulanza. Ma come può far notizia un fatto del genere?».

Si stupisce?
«Siamo allo scempio generale. Io non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, è venuta a letto con me».

Le cronache parlano di due ragazze, anzi di due prostitute.
«Era una. A un certo punto una sua amica l’ha raggiunta in albergo per parlarle e poi è andata via».

Insomma, è tutto un equivoco?
«Faccio una riflessione a voce alta: quanti parlamentari vanno a letto con le donnine? E’ un reato, per caso? Rendere pubblico il mio nome non è mica una impresa da premio Nobel. Io non faccio notizia».

Converrà, onorevole, che lei milita in un partito, l’Udc, che dei valori della famiglia, della Chiesa ne ha fatto una bandiera…
«E che i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore? Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale».

Ricorda la bufera che si è scatenata per la foto del portavoce del governo, Silvio Sircana, che parla con un transessuale?
«Allora rilasciai una dichiarazione all’Ansa per dire che era una vicenda personale. No, questa storia non c’entra nulla con i valori della famiglia. Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un’occasione….».

Ma la ragazza lei l’ha pagata?
«Posso garantire che non mi ha chiesto nulla. Io gli ho fatto spontaneamente un regalo. Sono un uomo pubblico ed è giusto che chiarisca come sono andate le cose. Andrò in questura con il mio avvocato….».

Non ha commesso alcun reato, onorevole. Lei è un parlamentare Udc che ha firmato la proposta di rendere pubblica l’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei parlamentari….
«Le battaglie le faccio. La droga non l’ho assunta. Il problema dei problemi è uno solo: in che Paese viviamo?».

Lo dica lei.
«Ho sbagliato, ho commesso una leggerezza. Ma perché tutto questo clamore?».

Persino il garante della Privacy ammette che è giusto pubblicare notizie della vita privata di un parlamentare se questo serve a cogliere una contraddizione nell’uomo politico che il cittadino ha votato.
«Non gliene frega nulla al mio elettore se io vado con una donnina. A lui interessa che io risolva i problemi del territorio».

Ma l’elettore pretende di sapere se chi lo rappresenta predica bene e razzola male.
«Io predico bene e razzolo meglio».

Adesso ne parlerà con sua moglie?
«Lo dovrò fare. Non so se essere più distrutto per l’aspetto familiare o per la vergogna. Mi sembra di vivere un incubo. Vorrei svegliarmi e dire che è stato tutto un brutto sogno».

[csf ::: 13:39]

da Paolo Cape’ – Milano

Pino Granata sostiene di non capire perché un ciclista che usa sostanze dopanti debba essere trattato peggio di un politico che si è (forse, ma lui dice di no) drogato in compagnia di due ragazze a pagamento. Non mi risulta che il politico in questione abbia utilizzato la sua notte brava per avere più voti dei suoi concorrenti e vincere così (con un trucco) una competizione. Credo che i nostri parlamentari (e i membri della classe dirigente in genere) siano da condannare quando barano per vincere o per fare più soldi (esattamente come i ciclisti). Non se si divertono (in modo anche discutibile).

[csf ::: 13:25]

da Vittorio Grondona – Bologna

Le censure bacchettone servono solo a colpevolizzare la dolcezza dell’amore. Ci vorrebbe più informazione e più giustizia laica sociale, questo è vero. Le effusioni in pubblico però non sono il massimo della decenza civile nemmeno per i più tolleranti. Entrando nel merito dei due ragazzi fermati dai carabinieri, io penso che se gli stessi fossero stati consapevoli di fare parte concreta di una società civile, forse non avrebbero avuto la necessità di fare imprudentemente in pubblico quello che in privato sarebbe stato considerato normale anche per loro.

[csf ::: 13:23]