- 30 novembre 2003
Dopo l’intervista a Lanfranco Pace che vi ho proposto alcuni giorni fa, ecco quelle a due dei personaggi da lui evocati a proposito del caso Moro. Adriana Faranda «D: Perché le Br uccisero Moro proprio quando Fanfani stava per fare una dichiarazione di apertura? R: Forse perché temevano che l’apertura sarebbe stata minima, ma sufficiente a spaccare le Br tra chi era per l’uccisione e chi no.» e Claudio Signorile «E come facevano a sapere che Fanfani avrebbe parlato? Lo sapevamo solo in quattro: io, Craxi, Fanfani, Leone. La mia telefonata a Craxi è stata intercettata? Da chi? Dai servizi deviati? Io non lo so. Ma non posso pensare che il rapimento di Moro non interessasse ai servizi segreti di tutto il mondo». (csf)
Mercoledì 3 dicembre
Roma alle ore 14,30 a piazza San Macuto
alle ore 18,30 a piazza del Pantheon insieme a Sabina Guzzanti
Contemporaneamente iniziative anche a Bari Bologna Napoli, Palermo, Torino, Milano, Cosenza, Firenze, Genova, Ancona e Perugia.
Altre notizie, dettagli e aggiornamenti su www.igirotondi.it.
da Aldo Vincent
Certo, viviamo in un mondo difficile da comprendere, se il miglior rapper e’ un bianco, il piu’ grande giocatore di golf del mondo e’ un nero, se il campione del mondo di karate’ e’ americano, se la Germania non vuole entrare in guerra e la Francia accusa gli altri di arroganza! Pure Alinghi, i piu’ grandi velisti della storia, sono svizzeri, e non hanno il mare!
dall’avvocato Lina Arena
Dopo la strage contro gli spagnoli ho maturato una strana certezza: che ci sia anche una centrale occidentale di stampo antiamericano in Irak a dirigere le vendette contro gli occidentali? Gli iracheni sono pronti a farsi immolare. Niente di più normale che la strategia antiamericana degli occidentali utilizzi quella fetta disumana di mondo per condurre la lotta contro l’imperialismo americano.
da Giorgio Goldoni
Vorrei far notare al Sig.Beretta che i peggiori nemici dei palestinesi (intesi come abitatori della Palestina) non sono gli israeliani, ma la banda dell’OLP con alla testa Arafat che da anni , in regime di totale mancanza di libertà e democrazia, tiene il potere per mezzo del terrore e della delazione. I giornali non pubblicano mai il numero di palestinesi assassinati con la “facile” accusa di “spia di Israele”: sono qualche centinaia ogni anno. Questa banda ha impoverito il paese sottraendo i fondi che “distratti ” finanziatori internazionali mettono a disposizione. Un piccolo esempio per tutti: la moglie di Arafat che vive a Parigi riceve un appannaggio di duecento milioni di lire ogni mese, non male per la consorte di un sobrio rIvoluzionario.
- 29 novembre 2003
da Massimo Puleo
La notizia delle “gravi scritte antisemite” contro il direttore del tg1 mi avevano spinto a manifestare “solennemente” la mia solidarietà a Clemente J. Mimun. Approfondendo, ho poi scoperto che le scritte antisemite si riducevano ad un insulto scritto su un ascensore, verosimilmente opera di un imbecille. Ora, a Mimun la mia solidarietà la manifesto lo stesso – meno solennemente, però – e insieme a quella verso gli abbonati Rai costretti a pagare per (non) vedere il suo tg così poco obiettivo.
da Alessandro Ceratti
Consiglio nella maniera più viva di andare a vedere Dogville di Lars Von Trier. E’ un film che passerà alla storia, incomincia ad avvicinarsi persino a “Ordet” di C.T. Dreyer! Raramente i film sono opere d’arte, opere cioè la cui struttura, complessità e profondità segnano l’animo umano. Questo è il caso.
Su GNUeconomy sono di tutt’altra opinione.
da Silvia Palombi
Non l’ho ancora vista questa pubblicita‘ sottilmente allusiva, ma a me viene subito l’associazione piu’ pecoreccia, cioe’ che RIN stia per rincoglionito, un’interpretazione da osteria, ma non lo dico. Invece da vetero comunista femminista un’altra domanda mi sgorga spontanea dal cuore: RIN e’ ad uso e consumo dei soli ascoltatori dotati di pisello? che palle! per non uscire dal seminato.
da Vincenzo Rocchino, Genova
Fetecchia é un appellativo usato nel napoletano verace, che indica una cosa puzzolente (in napoletano fète=fetente, puzzolente). Fetente si usa anche, o per lo meno si usava, in senso bonario, per indicare comportamenti nei tuoi confronti non troppo simpatici. Negli anni passati, questo epiteto era frequente nelle commedie napoletane : sì nù fètente e merda, sì nù fètentone.Tutto sommato, credo, che attorno a questo aggettivo, si sia scatenata una “querelle” che forse non era il caso… a fronte delle ingiurie che vanno di moda quest’oggi.
da Giulia Alliani
[RIF.: 28/11 15:56] Il Pubblico Ministero non e’ “parte”: il nostro Codice di Procedura Penale, all’articolo 358, gli impone infatti di tener conto di circostanze e fatti non solo contro, ma anche a favore dell’indagato. Naturalmente questo vale nella fase delle indagini preliminari. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio ed eventualmente, in seguito, nella fase del dibattimento, il PM e’ certamente una parte, e quindi puo’ e deve parlare; anche la giustizia disciplinare gli riconosce tale diritto-dovere. Chiedergli di tacere sarebbe giustificato se lo si chiedesse anche alle difese (in Inghilterra accade proprio cosi’). Se ci si pensa bene, a parte i diretti interessati, quale altro cittadino possiede elementi di giudizio su di un caso piu’ del magistrato che se ne e’ occupato? E che delinquente sarebbe quel PM che, non convinto della colpevolezza dell’indagato, si fosse risolto ugualmente a chiederne il rinvio a giudizio e a sostenere l’accusa contro di lui in dibattimento?
da Alessandro Ceratti
A Paolo Rossi solerti funzionari RAI hanno censurato l’intervento che non avrebbe fatto che ripetere il famoso discorso che Pericle rivolge alla città durante la guerra contro gli Spartani. Senonché, sono andato a controllare, e Paolo Rossi ci ha messo una frase in più. Pur nella diversità (notevole) delle traduzioni sono riuscito ad individuare i passi citati. Tutti, salvo uno. Eccoveli qua:
1) [ Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi per questo è detto democrazia. II, 37:1]
2) [Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. II, 37:2]
3) Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni private. DOVE???
4) [ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c'è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso.II, 37:3]
5) [La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero II, 39:1].
Come vedete manca il riferimento della frase numero 3, e non è una frasetta da poco. E porco diavolo Paolo Rossi!
P.S. Volete sapere la mia? A Pericle non sarebbe potuto neppure venire in mente di dover dire una cosa simile.
da Alberto Arienti
Questo blog ha una caratteristica unica perchè è il luogo dove destra e sinistra s’incontrano (cosa che succede meno altrove). S’incontrano ma non dialogano. Ogni osservazione pertinente di una parte fa scattare sempre il riflesso condizionato del tipo “ma voi avete fatto di peggio…” con citazioni di fatti vecchi almeno di mezzo secolo. Sembra quasi che gli interventi contrari siano visti solo come intralci nell’esposizione ginnica di belle e muscolose idee. Anche la sinistra, abituata a fraterni e continui scannamenti e quindi più avvezza a sottigliezze e distinguo, di fronte al nemico si ricompatta. Il risultato è un bestiario incredibile. dal quale non mi escludo, gestito da CSF nel ruolo di maga Circe e tale da giustificare pienamente la scritta sulle magliette.
da Claudio Trezzani.
A mio modesto avviso, dice bene Vincenzo Rocchino : la detenzione ad oltranza nell’isoletta cubana è una vergogna. Perchè è inutile trincerarsi dietro formule da azzeccagarbugli : “nemici combattenti” è definizione coniata ad hoc per cavillosamente eludere le norme di Diritto internazionale. E gradirei ci fosse maggiore mobilitazione al riguardo : giusto sabato andai a firmare in piazza a proposito di russici abusi. La raccolta di firme era a cura di Amnesty International, al cui esponente di turno obbiettai : non fate più niente su Guantanamo ? Ecco, mi piacerebbe in questa sede rigirare l’interrogativo alla collettività.
da Primo Casalini, Monza
La frase “Il fascismo è il male assoluto” è priva di senso. Non perché l’ha detta Fini, ma perché è una ciofeca, qualsiasi persona la dica. Il bene assoluto ed il male assoluto sono come i ladri di Pisa, il Gatto e la Volpe, Otto e Barnelli, Coppi e Bartali, Ferrara e Lerner, Mazzola e Rivera, Totò e Peppino, Loren e Lollobrigida, l’isola dei famosi ed il grande fratello, Bibì e Bibò, Sabelli e Fioretti, sale e pepe, olio ed aceto e così via ben oltre le 500 battute (assolute pure loro).
da Barbara Melotti
Caro csf, facile cavarsela con un “nel casino generale non sono riuscito a rintracciare Barbara“. Dillo piuttosto con “littoria virilità”, che tu, ben ammanicato con “sornioni baffettisti, demopoltronari, margheroidi damerini e marcondirondellisti”, sei riuscito a entrare, mentre io sono rimasta fuori, in una tremenda bolgia di “spettatori semplici”, a vedere lo spettacolo da uno schermo che chiamare maxi è un’insulto, traguardando tra una spalla e un albero, un basco e un palo della luce, e indovinando quel che non vedevo. Per loro (noi), gli spettatori semplici, che magari sono anche “navigatori semplici” e con le loro lente connessioni non possono gustarsi gli streaming dello spettacolo, ho sbobinato i due pezzi che a me sono sembrati i più geniali: il “fascista su Marte” Corrado Guzzanti e il monologo del condominio di Paolo Rossi.

