da Walter Vanini, Carona (Bergamo)
Preoccupanti presagi di quanto potrebbe avvenire nei prossimi mesi nel campo dell’informazione sono i frequenti interventi televisivi del direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli. Ormai ospite di ogni trasmissione di analisi delle recenti elezioni, collegato dal suo studio di direttore, libreria d’ordinanza alle spalle, interpreta con prosopopea il voto tessendo sperticati elogi del Pdl e della Lega, unici, dice, ad aver incarnato le istanze del Nord. In un Paese normale (ma noi lo siamo?), la libera stampa dovrebbe svolgere una funzione di controllo e di sorveglianza di chi esecita il potere. Non salire sul già affollato carro del vincitore. A meno che Mieli abbia in mente un nuovo giornale, il Corriere Padano della Sera.
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