- 26 febbraio 2010
da Carla Bergamo
Massimo Mai ha centrato in pieno il mio pensiero e probabilmente quello di metà degli Italiani. L’Italia mi appare come un enorme mercato ittico, con i suoi odori sgradevoli, i suoi pavimenti scivolosi, le urla sguaiate… Io preferisco il supermercato.
da Dan Galvano, Basilea
Dedurrei che Travaglio non dice ne’ pensa che tutti siamo coglioni. La sua posizione, che tra l’altro io sposo in toto, sta nel dire semplicemente che non tutti sanno discernere il vero dal falso. Come mai? Vuoi per istruzione, pregiudizi, intelligenza, mezzi, eta’ o curiosita’ (che e’ uno dei motori del sapere per quanto mi riguarda), non tutti possono sviscerare le cose e vederle in 3d. Non e’ una posizione snob e non credo nemmeno manichea (tipo noi nel giusto e voi no).
da Paolo Bonavia, Lugano
Parafrasando Luthor, citato da Farfintadiesseresani a proposito di Lost, credo si possa dire all’avvocata e agli altri sostenitori di Berlusconi:
La fine di Berlusconi è come la fine di una relazione autodistruttiva; quelle che sai dall’inizio che non potrà venirne nulla di buono.
Ma è troppo tardi, perché ormai ci sei dentro. E’ una relazione malata, lo sai, ma è la tua, e qualunque cosa ti dicano da là fuori, dal mondo dei sani, non vuoi o non puoi prenderlo in considerazione, perché ammetteresti la tua sconfitta. E non puoi accettarlo, tu vuoi che la separazione sia con addebito. Vuoi che la colpa sia sua.
da Giovanni Pintimalli, Catanzaro.
Quella di Mills è una chiara condanna morale per lui e per il coimputato Berlusconi. Ciò detto spero che qualche giornalista indaghi su come sono stati fissati i tempi del processo. Non era poi proprio possibile arrivare in Cassazione a novembre ed evitare una prescrizione per soli tre mesi scarsi dopo aver speso risorse pubbliche per celebrare il processo? Capisco quando la prescrizione si verifica nel corso del secondo grado, ma così è una beffa per tutti noi.
da Bruno Stucchi
Caro Urbani, che noia questa menata del processo Mills! Oramai interessa solo te, Travaglio e qualche decina
di veterani republicones e il cronista Ferrarella del Corriere (che su questo caso ci ha fatto la carriera).
Hai mai sentito al bar, all’osteria, nei wine-bar, nelle mense, sui mezzi pubblici ecc. la gente qualsiasi
infervorarsi per queste cose?
Che noia.
da Claudio Urbani, Roma
Talvolta l’avv. Arena mi sembra persona che se un auto che non parte perché ha la batteria scarica, continua a mettere benzina. Se è valida la sua teoria che il fango promana dalla P.A., che questa dipende unicamente dal governo, basta una semplece domanda:”Chi ha sgovernato negli ultimi dieci anni, tranne una piccola parentesi”? Se continua a dar colpa alla sinistra, l’auto rimarra sempre lì.
da Massimo Mai
Sedici anni di Cavaliere e del suo modo di fare politica hanno trasformato quello che per me è sempre stato un interesse in motivo di fastidio. E tralasciando le scelte effettuate, che sono legittimamente lontane dalle mie idee, quello che mi lascia davvero senza forze è il modo di condurre la vita politica. Quel continuo dichiarare e ritrattare, le urla continue nei dibattiti televisivi, il partito del bene contro quello del male, la menzogna ripetuta ossessivamente, i giornali e i tg usati per dare legnate sulla testa di chi non è dalla sua parte, la totale incapacità di mediare, il continuare a proporre fughe in avanti, il trasformare ognio elezione in giudizio divino, in scelta epocale. Persino la mia preoccupazione per il futuro scema di fronte alla fatica di dover sopportare tutto questo ogni giorno.
da Claudio Urbani, Roma
La sentenza della Consulata, sul caso Mills, ora è chiara e inequivocabile: a terminedi legge è prescritta e la condanna non è applicabile, ma il reato è stato riconosciuto esistente e perpetrato, nessuna legge “ad personam” può cancellarlo. Ora là dove esiste un corrotto esiste, inevoquivocalmente, un corruttore e questo è incontestabile. Ma se ci si ritenesse veramente innocenti, alla prescrizione è possibile rinunciare e accettare giudizio e verdetto, come farebbe ogni persona che tale si riterrebbe veramente innocente, ma soprattutto avesse dignità. Ma tale parola sembra assolutamente assente nel vocabolario del corruttore di Mills.
dall’avv. Lina Arena
Sui giornali abbonda il termine ” fango” per definire gli scandali che continuamente ci assalgono.L’obbiettivo di tanta melma dovrebbe essere la scomparsa del cavaliere.Credo che l’obbiettivo sia comunque errato perchè ciò che ha generato il fongo non sono le scelte di Berlusconi bensì le misure apprestate dalla sinistra per incastrare il cavaliere e mantenere inalterata la situazione critica generatrice del fango.In altri termini:la corruzione promana dalla P.A. che agisce nell’ombra e con il favore del silenzio. Questa è la causa della prevaricazione e dei favoritismi.Il silensio favorisce la mafia e agevola la corruzione.Bisogna abrogare le leggi che prevedono la tutela della privacy nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.Da questo punto di vista la stampa è sorda o ignorante o connivente.
- 25 febbraio 2010
da Armando Gasparini, Veneto Alto
Dal botta e risposta epistolare pubblico Santoro/Travaglio la frase “più bella” è del Travaglio: “non nutro la tua stessa fiducia nel pubblico che saprebbe tutto e riuscirebbe da solo a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso”. Io, lo ammetto, non so né leggere né scrivere…ma forse vuol dire che siamo tutti dei coglioni ?
da Gianni Guasto
L’abolizione delle classi (quella di Trenitalia, non quella di Marx), arriva a proposito: ormai indistinguibili se non attraverso le indicazioni a pennarello (sic) che le contrassegnano sui regionali (mentre sugli Intercity il grado di sporcizia é democraticamente identico in Prima e in Seconda), le classi non hanno più ragione di esistere, dal momento che non ci sono controllori a verificare i biglietti. D’altra parte, agli ignari passeggeri (soprattutto extracomunitari) che inavvertitamente si siedono in Prima avendo il biglietto di Seconda, é sempre più difficile spiegare perché li si faccia sloggiare. Soprattutto se hanno già visto la toilette.
da Domenico Astuti
Un tempo si diceva “ I fatti separati dalle opinioni “, poi si è passati a “
Le opinioni separati dai fatti “, quindi “ Le opinioni sono i fatti “ e oggi
siamo giunti a “ La allusioni sono i fatti “: Quale sarà il prossimo passo ?
dall’avv. Lina Arena
In italia, il blocco nella circolazione delle idee impedisce che una soluzione si adotti. E’ il caso delle immunità parlamentari, discusse e contrastate per quasi 12 anni e solo ai giorni nostri si è capito che forse la vecchia norma costituzionale avrebbe, da sola, evitato tanti danni. Adesso è il caso della corruzione nella pubblica amministrazione. Come impedirla? Cosa fare?Il processo penale e la pena sono sufficienti a rimediare il male? Non credo.Il vero cancro della corruttela è la legge sulla privacy che rende segreti gli accordi e gli atti della pubblica amministrazione.In Svezia tutti gli atti della pubblica amministrazione sono pubblici e conoscibili da ogni cittadino. Solo in Italia al cittadino è vietato di sapere …quanto è buono il cacio con le pere!
da Dan Galvano, Basilea
«La sinistra vuole spalancare le porte ai cittadini stranieri, vuole un’invasione di stranieri perchè pensa che si possa cambiare il peso del voto che ha visto la vittoria dell’Italia moderata». Come e con quali mezzi puo’ la sinistra fare cio’? Ma soprattutto, se questo e’ realmente un dramma corrente o imminente, come pensa il centrodestra di ovviare al problema? Come vuole attuare una politica di integrazione? Non mi stanchero’ mai di ricordare che l’attuale legge di immigrazione porta il nome di Bossi e Fini. Come si puo’ migliorarla (o cestinarla)? So’ dieci anni che stanno al potere e la colpa e’ sempre di qualcun altro.
da Marco Decio
Il caso credo sia noto a tutti: la Busi, contestata all’Aquila da alcuni cittadini per il modo in cui il TG1 racconta il dopo terremoto, ha detto che lei non è responsabile della linea del telegiornale. Non voglio però commentare questo episodio e quanto ne è seguito. Piuttosto mi interessa quanto scrive sul sito de Il Giornale tale Luca Mascheroni: “facendo gentilmente presente che lei risponde solo di se stessa, e non del Tg1 del quale è dipendente, Maria Luisa Busi in un colpo solo si è dissociata dal suo telegiornale, dal suo direttore, dai suoi colleghi-inviati che hanno raccontato la ricostruzione dell’Aquila prima di lei. In qualsiasi altra testata giornalistica è sufficiente un terzo di tale esemplare dissociazione per essere cortesemente «dissociati» dal posto di lavoro, per giusta causa e con effetto immediato”. Capito qual è l’ideale di giornalismo che aleggia nella redazione della testata edita da Paolo Berlusconi?

