da Claudio Urbani, Roma

Dopo le parole del leader libico Gheddafi rivolte ad Israele “Ci sono loro dietro tutti i confilitti in Africa. Chiudere le ambasciate”, il ministro degli esteri israeliano ha replicato: “Ci chiediamo se ci sia ancora qualcuno che prende sul serio quest’uomo”. La risposta sembra gli sia arrivata rapida come le Frecce Tricolori

[csf ::: 17:40]

da Carla Bergamo, S. Paulo

Mi ha sempre stupita la disinvoltura dei religiosi nei confronti del peccato. A te ti fanno sentire un verme per un peccatuccio, poi scopri che loro peccano alla grande e vivono senza rimorsi. Non vedo differenza tra un Berlusconi che appoggia la legge per punire i clienti delle prostitute e tale Boffo che tuona contro i gay; tra coloro che condannano aborto e eutanasia e poi ricacciano in mare il canotto con a bordo esseri umani disperati. L’ipocrisia incombe e noi stiamo qua a farci le pippe per decidere chi è più colpevole.

[csf ::: 12:21]

da Dan Galvano, Basilea

Ma come mai tutta questa devozione alla coerenza non vale piu’ di fronte ai paladini della famiglia che vanno a mignotte e divorziano? Dov’è la coerenza di tutti quelli che vogliono respingere gli immigrati e poi tacciono di fronte alle assunzioni sottopagate in nero? Che fine fa la coerenza quando si professa legalità e poi ci si sottrae alla giustizia grazie a leggi ad personam?

[csf ::: 12:11]

da Marco Marchisio – Netro

Bossi ha annunciato che va in Vaticano per chiarire un po’ di cose. Che fa? Si presenta al portone e chiede alla guardia svizzera di farlo parlare col suo capo? Forse deve spiegare a Benedetto XVI come si governa quel riottoso miliardo di Cattolici prima che venga travolto dall’Islam. In questo caso, anzichè Calderoli, è meglio che si porti Borghezio.

[csf ::: 12:00]

da Massimo Mai

L’Italia si è oggi unita alle manifestazioni di indignazione, di tutto il mondo occidentale, per come i libici hanno organizzato l’accoglienza del terrorista responsabile di Lokerbie scarcerato dagli inglesi e tornato in patria inviando le Frecce tricolori ad esibirsi per il colonnello. Nelle occasioni che contano ci distinguiamo.

[csf ::: 11:55]

da Biagio Coppola, golfo di Napoli

Non ci sto a difendere Bagnasco ne, tanto meno, il direttore dell’Avvenire solo perché si battono contro Feltri. Il direttore del Giornale ha sempre manifestato senza problemi in maniera anche sfrontata il suo manicheismo di destra. Se qualcuno ha dei dubbi, poi, sul predicare bene e razzolare male dei prelati si legga il delizioso saggio di Paul Theroux : L’ infermiera Wolf e il dottor Sacks dove grazie ad una intervista ad una sadica di professione si entra nel mondo della perversione e gli attori principali , in genere, sono preti ed ebrei, ed in pratica si intuisce che costoro sono quelli più repressi sessualmente. Ora mi chiedo perché si debba difendere o parteggiare per l’una o l’altra fazione ? Il Berlusca va battuto sul terreno politico non a suon di scandali perché in tal modo si evidenzierebbe tutta la pochezza dei politici all’opposizione. Comunque in questa vicenda losca preferisco pensarla come la pensa il volgo, dalle mie parti, quando è in atto una guerra di camorra: tanto si ammazzano fra di loro!

[csf ::: 11:48]

da Gianni Guasto

Per una volta mi ritrovo in totale accordo con Giuliano Ferrara, che ha recentemente scoperto che dietro le sparate megalomaniche del Premier si celerebbero grandi insicurezze. Bravo Ferrara, chapeau al suo fiuto diagnostico: e che altro si può pensare di uno che, mentre rimorchia, racconta alla squinzia di turno di essere il “capo dell’economia mondiale” e lo scopritore di tombe fenice?

[csf ::: 11:23]

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Nelle sue parole c’è un equivoco di fondo, caro Claudio. Distratto dalla raccolta delle patate del suo orto o dalle pecore del suo studio non nota la differenza di essere omosex (nulla in contrario, magari dopo 4/5 compagne proverà anche Lei il piacere del maschietto…) e quindi avere la sua vita. Ed esserlo come portavoce dei vescovi e come tale (basta leggere i suoi articoli) condannare i gay e dare direttive di morale cristiana e cattolica. Si chiama COERENZA caro Claudio, e lasciamo stare la velina della disdicevole condanna per stalking…altra cosa del suo privato. Punto.

[csf ::: 11:14]

da Isabella Guarini, Napoli

Un lingua è un mezzo di comunicazione storicamente determinato da un lessico, un sistema fonetico, grammatica, sintassi e stile letterario. La lingua ufficiale di Napoli era il greco fino al Medioevo. Nel Seicento fiorì una della stagioni maggiori della letteratura napoletana, a livello europeo, con Lo cunto dei li cunti e Lo trattenimiento de li peccerille, di Gianbattista Basile.

[csf ::: 15:33]

dal blog di Franco Grillini

Negli ambienti della politica e del giornalismo tutti sapevano tutto del direttore di Avvenire come tutti sanno tutto delle decine e decine di moralisti nella politica italiana e in Vaticano che hanno una vita privata totalmente incoerente con la loro vita pubblica.Se si passa il proprio tempo, come ha fatto finora Dino Boffo, a sparare a zero sugli omosessuali, sulle donne che abortiscono, su chi si rivolge ai centri per l’inseminazione assistita, sui divorziati, e chi più ne ha più ne metta, dovrebbe, come minimo dare il buon esempio.Invece viviamo nel paese dei puttanieri moralisti, degli omosessuali velati e omofobi, dei divorziati che partecipano al family day, dei deputati ultra-cattolici che firmano leggi contro droga a prostituzione e di notte organizzano festini con cocaina e prostitute.Chi scrive combatte il moralismo ipocrita e bugiardo da una vita e ritiene francamente insopportabile che ci sia una gerarchia vaticana che pretende di imporra, magari anche per legge, uno stile di vita (il familismo tradizionalista) che per primi non praticano.Come noto l’Italia è il Paese dove si straparla di famiglia tradizionale, quella composta da marito, moglie e amante, e si fatica ad accettare una realtà plurale fatta di diversi stili di vita, tra cui quello omosex, tutti ugualmente legittimi, tutti ugualmente plausibili.E’ per questo che il moralismo da quattro soldi delle gerarchie vaticane è diventato insopportabile.Noi riteniamo che chi costruisce la propria carriera, sia essa politica o religiosa, sulla base del più anacronistico dei moralismi dovrebbe viaggiare con una telecamera nelle mutande.

[csf ::: 14:51]

CON I VESCOVI A DIFESA DEI GAY

Tutta la mia solidarietà a Dino Boffo, accusato da un giornale panzer di essere gay, quasi fosse un reato. I giornali di destra li leggono in pochi in Italia ma in questi giorni hanno messo la tuta mimetica e si sono lanciati in combattimento a difesa del loro duce. Vedremo in seguito se useranno armi convenzionali o armi di distruzione di massa. Sarà divertente vederli sotto le lenzuola col naso tappato. A me preme in questa occasione mostrare il mio stupore di trovarmi dalla stessa parte dei vescovi a difendere i diritti dei gay. Mi sembra proprio che sia la prima volta. Forza amico Bagnasco, io e lei contro gli omofobi! (csf)

[csf ::: 14:25]

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Ieri il vertice episcopale al gran completo (quasi), Bagnasco, Ruini, Betori, ha tuonato, portando solidarietà ad una pecorella smarrita, colpevole solamente di aver molestato una sposa, rea solamente di aver sposato un marito che se la intendeva con un rapporto omosex con la pecorella smarrita di cui sopra. Bene, prendiamo atto… ma prendo atto che la Cei è così che intende difendere la famiglia. Se il Sommo non prende in mano le redini della “baracca” e non lo fa al più presto, saranno i muezzin presto a pregare da qualche minareto in San Pietro. Ah, dietrologia: Chissà quanti segreti Boffo, da 15 anni portacoce dei vescovi, possa avere su molti di loro, per temerlo e quindi difenderlo a spada tratta…

[csf ::: 14:23]

da Claudio Urbani, Roma

Italia 150: “Giusto rivedere il progetto impostato dal precedente governo. C’e’ la crisi e c’e’ la cassa integrazione. Non e’ proprio il caso di fare spese inutili, la gente non capirebbe. E poi non possiamo permettercelo”. Lo dichiara il presidente dei deputati della Lega Nord Roberto Cota. “E’ quello – conclude Cota – che noi chiedevamo fin dall’inizio. Invocare al contrario spese ingenti significa chiudere gli occhi davanti alla realta’ in modo davvero irresponsabile”. Cota, Lega Nord, insiste. Ma prima dovrebbe spiegare, ma sono reftattari alle risposte, perché il concetto di rispario non è stato applicato quando si potevano risparmiare 400 ml accorpando il referendum???

[csf ::: 14:21]

di Marco Travaglio
(dall’antefatto)

Silvio Berlusconi ha vissuto ieri una delle giornate più nere della sua vita politica (e non). La cosiddetta opposizione naturalmente non c’entra nulla: il Pd è troppo impegnato a farsi le pippe sulle primarie e il congresso, nonché a inseguire la Carfagna dopo la ferale notizia che la ministra delle Troppe Opportunità diserterà il Democratic Party di Genova, per pensare di opporsi. No, il venerdì nero di Al Pappone è tutto interno al suo mondo. E’ in casa sua che si annidano ormai da mesi i più temibili oppositori. La sua signora, la sua diciottenne preferita (con famiglia al seguito), la sua escort ufficiale, il suo presidente della Camera che si dissocia su tutto, il senatore Guzzanti che svela ogni particolare della Mignottocrazia arcoriana, l’amico Bossi che ne combina una al giorno e ora perfino l’amico Putin che s’è sfilato all’ultimo momento dalla festa di Gheddafi lasciando Silvio solo col beduino e le frecce tricolori. Come se non bastasse, ora si son messi a remare contro anche l’on. prof. avv. Niccolò Ghedini, in arte Mavalà, e il megadirettore galattico de Il Giornale, Littorio Feltri (che pare gli costi quanto Ronaldinho). L’Avvocato Mavalà ha avuto la splendida idea, finora inedita, di querelare dieci domande, chiedendo a Repubblica 1 milione di euro (figurarsi quanto chiederebbe per le risposte) e, per soprammercato, minaccia di trascinare in tribunale anche i giornali e i tg stranieri – alcune centinaia in tutto, dalla Turchia all’Australia, dal Canada alla Terra del Fuoco – che han parlato di Puttanopoli. Si salvano, per ovvi motivi, tutti i telegiornali e la gran parte dei giornali italiani. Così le famose dieci domande, che stavano diventando un tantino stucchevoli, e il sexy scandalo, che iniziava a denunciare l’usura del tempo, riprendono improvvisamente vigore e ricominciano a circolare su tutta la stampa mondiale, come nuovi. Un capolavoro. Perfettamente sincronizzato con Mavalà, Littorio Feltri si dedica quotidianamente a rovinare i rapporti del suo padrone con tutti i poteri forti che ancora non gli appartengono: non solo quelli tradizionalmente ostili, come l’ingegner De Benedetti e il suo gruppo, ma anche quelli benevolmente neutrali o decisamente favorevoli. Prima la famiglia Agnelli-Fiat, poi i fratelli Moratti (compreso Gianmarco, il marito di Letizia), infine il Vaticano. Geniale anche la scelta dei tempi: Il Giornale spara in prima pagina un vecchio patteggiamento di Dino Boffo, direttore di Avvenire, per aver molestato la fidanzata del suo ex fidanzato, proprio nel giorno della Perdonanza abruzzese, cioè dell’annunciata cenetta a lume di candela fra Al Pappone a il cardinal Bertone. Cenetta subito annullata, con scomunica incorporata dal cardinal Bagnasco e sdegno del mondo cattolico. Altro che Perdonanza. Ora manca soltanto un editoriale feltriano che dà del pedofilo a Putin e un’inchiesta su Ratzinger che non paga le multe della Papamobile per eccesso di velocità, magari affidato a un condannato a caso fra Betulla Farina e Geronimo Pomicino, per completare l’opera. Nel ringraziare i compagni terzinternazionalisti Mavalà e Littorio per il generoso tributo offerto all´antiberlusconismo e per l’impegno profuso nell’organizzare le opposizioni, mi si consenta un appello al Cainano: Silvio, dai retta, licenzia i servi infidi. E fìdati soltanto di noi del Fatto Quotidiano. Anche noi, sia chiaro, vogliamo mandarti a casa, anzi possibilmente al fresco. Ma almeno lo sai già: te lo diciamo da sempre, con franchezza, senza tramare alle tue spalle. E non ti costiamo un euro. Dai falsi amici ti guardi Iddio. E ricordati dei nemici veri che, in fondo in fondo, ti hanno sempre voluto bene.

[csf ::: 14:15]

da Bruno Stucchi – Cuggiono

E’ desolante vedere atei, mangiapreti, laici professionisti ecc. correre in soccorso di Avvenire e del suo laido direttore, della CEI e del Vaticano.Laici da operetta. Gradassi al wine-bar, pecore al momento delle scelte e del voto.

[csf ::: 15:29]