- 29 settembre 2008
da Mario Strada
Ha ragione la Palombina. Propongo di non lasciarlo mai piu’ solo. Con turni di due settimane, andiamo a trovarlo a Los Angeles.
da Silvia Palombi
Stavolta non c’è stato di mezzo il mare: lo ha detto e lo ha fatto. Noi neanche un plissé, neanche un brindisi, nemmeno un Titìnuncelassà. Cuori di selce! Pino che fai laggiù? torna a mangiarti il fegato tra noi che almeno conosci gli ingredienti della salamoia! E poi se tutte le brave persone se ne vanno come si fa? Ma è tutto inutile ormai, da quando firma “da Pino Granata -Los Angeles” non può più sentirci. SOB!
LA MIA ALTA VIA (2)
Fervono i preparativi (la sto mettendo giù dura, si tratta semplicemente di preparare lo zaino e di controllare ogni tanto che lassù non nevichi). Io e Giulia stiamo leggendo guide e esaminando cartine. Abbiamo deciso che quell’anello dal Monte Santa Caterina a Ulfas e ritorno, una volta da nord e una volta da sud, lo percorreremo possibilmente tutto. Ma non sappiamo se nel senso dell’orologio o contro. Questo lo stabiliremo all’ultimo momento, secondo le condizioni atmosferiche.Abbiamo anche deciso che lo faremo in sei giorni, ma solo se ce la faremo. Altrimenti ci torneremo. Insomma non abbiamo deciso nulla. (csf)
Io, se tutto va bene e se il cielo lo permette, magari vado a rigustarmi (e a rifotografare) qualche tramonto al Bar Rouge di Basilea, al 32° piano del grattacielo piu’ alto della Svizzera…
da Mario Strada, dai Mari del Borneo
Io saro’ qui. Da qualche parte. A vela. Il fruscio del mare sulla chiglia gradevole. I delfini ci accompagneranno, come archi a scomparsa sotto la superficie. La piratessa Kabila piu’ bella che mai, con i capelli nero di corvo, lunghi, a resistere inutilmente al vento.
da Carla Bergamo, São Paulo
Le vette che vedo dalla mia finestra appartengono alla selva di cemento che è questa città assurda, ma affascinante.
Comunque, auguro una buona scarpinata a tutti i partecipanti, sperando che l’autunno sia clemente. Qui, invece, siamo in primavera.
da Giampaolo Osele
Dovendo dormire in rifugi di montagna dove le stanze singole sono una rarità, i tappi per le orecchie servono per non essere tenuti svegli tutta la notte da qualcuno che russa. Ad esempio il Capo!
Neanche siamo partiti e già si lamentano! (csf)
da Elena Carpanese, Padova
I tappi servono per compensare, non so se li userete ma meglio averli nello zaino! Ed in ogni caso rappresentano una comoda protezione meccanica e non verbale nei confronti dei compagni di trekking logorroici.
da Vittorio Grondona – Bologna
Alcuni giorni fa a prima pagina ad una signora che si lamentava di essere ignorata dalla politica il giornalista di turno aveva obiettivmente risposto che purtroppo per i giochi di potere quella signora non contava nulla, come del resto non contano nulla tutti coloro che fanno parte del popolino di massa. Per contare, penso di conseguenza io, bisogna quindi uscire dalla massa e farsi conoscere individualmente mantenendo vivo un vasto interesse generale su sé stessi. C’è chi fa il calendario, chi cambia bandiera politica, chi rivendica l’italianità virtuale di una compagnia di volo internazionale, chi abolisce l’ICI applicando tasse occulte in sostituzione, chi pubblicizza al massimo amori franco-italiani… Per esempio se la signora Santanché fosse rimasta nel ghetto extraparlamentare probabilmente nessuno l’avrebbe più ricordata per un bel pezzo… Faccio i migliori auguri alla nuova impresa di CSF.
Tu dici che la nostra incredibile performance andrà sulla prima pagina del New York Times? (csf)
da Corrado Vigo
Caro Claudio, io ti aspetto qui, alla base del nostro meraviglioso vulcano: l’Etna. La nostra vera mamma.
- 28 settembre 2008
da Isabella Guarini, Napoli
Caro CSF, ovunque lo sguardo giro immenso CSF ti vedo. Insomma non si fa in tempo a sintonizzarsi sulla mezzanotte di Rai2 che già CSF è volato su altre vette. Le immagini di Ceratti invitano a un duello paesaggistico: il mio Vesevus non è da meno.
da Mario Strada
Non era una battuta (pero’ e’ venuta bene…). A cosa vi servono i tappi per le orecchie in montagna?
PS: Non so neanche cosa siano gli “stunden”. Ma non lo chiedero’ mai.
da Santi Urso
Agli 11 punti indicati, relativi alla faticosa escursione (peraltro ben illustrata dalla democratica fotografia e dall’aristocratico pennello di CD Friedrich), mi consenta, sulla falsariga del celebre questionario di Oscar Wilde sugli sport, di chiederLe: ma chi ve lo fa fare? Oltretutto, gli stessi gentili corrispondenti indicano una suggestiva alternativa: la visione, in comoda poltrona, dei film di Paul Newman. Mi consenta di caldeggiare Hombre, L’inferno di cristallo, i film con
il detective Harper, Nick Manofredda, Quintet, Exodus, Colpo secco, Mister Hula Hoop, Il verdetto (fatti salvi naturalmente i classicissimi, che già girano nelle reti)
da Mina Welby, Roma
Con grande vergogna ti devo dire, caro Claudio, che il Hoehenweg non l’ho mai fatto. Di questi tempi lì è già freschetto e spesso piovoso. Vi auguro di avere tempo bello. Se vi azzoppate trovate sicuramente dove riposare e al peggio c’è l’ospedale di Merano, meglio visto da fuori che da dentro.





