- 31 marzo 2005
da Claudio Urbani, Roma
Finalmente dopo quasi due anni viene rinnovato il contratto degli statali, con un congruo aumento medio. Ora i sindacati e le sinistre cosa fanno? Stumentalizzano il tutto per fini politici, insinuando che l’accordo è stato raggiunto per via delle elezioni…Suvvia, un po’ di pudore!
E sempre grazie a Claudio Urbani (e a Vittorio Grondona), ecco un po’ di vignette sull’argomento:
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da Silvia Palombi
Leggo con smarrimento e sconforto e preoccupazione e trasecolamento (ma si, non esiste, l’ho inventata io) l’invettiva di Guarini contro Freeman che grufola nel suo armadio di se’ medesimo alla ricerca del tempo che fu. Mamma mia che paura, dov’e’ andata l’ironia? e l’autoironia? e l’elasticita’? e la disinvoltura nell’utilizzare le parole? Io mi vorrei salvare da questo mondo…
da Guglielmo Calori, Milano
Ringrazio i signori Grondona e Guasto che hanno, seppure parzialmente, risposto al mio sondaggio. Mi permetto di ribadire, comunque, che l’acrimonia nei confronti del premier è troppo accesa rispetto agli eventuali danni prodotti dal suo Governo. In questo blog non è raro leggere insulti alla figura del premier, ultimo in ordine di tempo, il post della signora Palombi che definisce “malfattore” il premier. Se l’insulto è riferito alla riforma costituzionale ed in particolare ai nuovi poteri del Premier, ricordo che la riforma proposta da Amato era sostanzialmente identica a quella portata avanti dal centrodestra
da Pier Franco Schiavone, Milano
Non che Travaglio non meriti gli attacchi che gli vengono fatti per chi sa quale diritto d’esenzione, il fatto è che è attaccato a prescindere, come direbbe Totò. Travaglio scrive un articolo contro Berlusconi e i Berlusconiani gli danno del bugiardo, così, a prescindere. Travaglio si prepara, s’informa, scrive cose che di solito sono inoppugnabili, altrimenti altro che versare pochi euro a Previti, dovrebbe accendere un mutuo, ma di quelli grossi. Chiunque legga un suo libro troverà citate le fonti. I suoi critici invece non s’informano, lo insultano, così, a prescindere. Persino quando Berlusconi rifiuta di dire dove ha preso i soldi con cui ha iniziato la sua attività, i critici di Travaglio non s’indignano, anzi, danno del bugiardo a Travaglio, così, a prescindere.
da Massimo Puleo
Tutti preoccupati perché l’ABN Amro lancia un’OPA su una banca italiana e per altre operazioni simili. Ma per quale motivo? Non siamo tutti europei? Personalmente sono contento, delle banche italiane ne ho vuote le tasche…Ben vengano i baschi, gli olandesi e quant’altri. Tanto, peggio del nostro sistema bancario c’è solo il nostro sistema assicurativo (ma sono parenti stretti)
da Davide Taschini
Caro Freeman, va bene la satira, va bene la polemica ma come sei caduto in basso se per attaccare Fassino e i riformisti ti servi del facile bersaglio di Davi. Cosa sei a corto di argomenti? o temi che non fare l’opposizione per i prossimi 5 anni ti deprima troppo? A parte ciò le sole parole che mi vengono sono: da che pulpito viene la predica: se c’è uno fighetto, vestito di sartoria, con il porta-occhiali sempre al collo e la sua bella “vrr vrr” da avvocato Agnelli quello ha un nome e un cognome Fausto Bertinotti. (…)
da Lorenzo Barracco
Ma a scusarsi sarà soprattutto Marco Tavaglio che, ad esempio, ha scritto che, stando alle motivazioni, “la Juventus “ha somministrato eritropoietina ai suoi giocatori”", nonché che, caso Andreotti, sentenza 2003, “per l’associazione mafiosa successiva al 1982 si conferma la prima sentenza: assoluzione per insufficienza di prove” (peraltro abolita 16 anni fa). Davvero la prima sentenza assolveva così?
dall’avv Lina Arna
Il capitalismo cinese può avere un doppio volto; quello dell’accumulazione primitiva del capitalismo e quella, ipocrita e falsa, del capitalismo gestito in maniera scorretta dagli epigoni del comunismo.
da Emanuele Benvegnù
Caro csf e lobbisti, secondo voi Klaus Davi un candidato lo avrebbe fatto vestire così?

da Pier Franco Schiavone, Milano
È passato circa un mese dall’omicidio di Calipari e, non solo non sappiamo nemmeno i nomi degli assassini, ma non ci hanno nemmeno consegnato l’auto, col rischio del deterioramento, se non peggio, delle prove. Come volevasi dimostrare la commissione mista era un espediente per calmare l’opinione pubblica che, verso gli americani, ha la memoria lunga solo a proposito del secondo conflitto mondiale. La giustizia italiana ha le mani legate, la giustizia Irachena, che sarebbe l’unica veramente competente per territorio, non esiste, la Corte Penale Internazionale non è riconosciuta dagli USA e la giustizia americana protegge i suoi assassini come ha fatto nel caso del Cermis. Intanto noi italiani siamo trattati, come sempre, alla stregua di minorati mentali, per giunta servi.
da Luciano Buonaiuto, Aversa
Il collage di falsi d’autore di Travaglio è composto in maggioranza da errori o opinioni, non da falsificazioni intenzionali. Inoltre, cosa che forse non tutti sanno, la condanna per diffamazione di un giornalista (o anche di un non giornalista), non significa che la cosa da lui scritta era falsa. Infatti si può essere condannati per aver espresso un’opinione, e anche per aver attribuito alla parte lesa un fatto vero. I casi di esclusione della punibilità sono pochi, e tassativamente indicati dal codice penale.
da Virgilio Mancini
Una domanda a chi, come me, risiede nel Lazio: ma voi lo vedete questo “clima infuocato” descritto da politici e mezzi di comunicazione a proposito delle elezioni laziali? A parte un paio di episodi isolati, disdicevoli quanto vogliamo ma presenti in occasione di quasi tutte le competizioni elettorali, a me sembra che tutto si stia svolgendo in maniera tranquilla. Qui a Roma, qualche giorno fa, ho visto un gazebo di Forza Italia dividere una piazza del centro con un banchetto di Uniti nell’Ulivo e nel medesimo luogo era presente anche un gazebo dell’Udc. Mentre, appena fuori da questa piazza, ragazze e ragazzi di An, PdCI, Lista Storace e Italia dei Valori, volantinavano a pochi metri di distanza tra loro. Dunque, questo clima avvelenato proprio non l’ho visto. Probabilmente gli unici “avvelenati”, data la moltitudine di volantini che giacciono per strada e i manifesti affissi anche sulle cabine telefoniche, sono gli operatori ecologici alle prese con un superlavoro e gli amanti del decoro urbano.
da Alcide Furnaga
Ora che questa lunga pantomima volge al termine, devo ammettere che muoio dalla curiosità di conoscerne l’esito. Sarà vero che la sinistra si appresta a stravincere le regionali? Che Storace andrà incontro alle sue idi di marzo? Che la Bresso si avvia a conquistare il Piemonte? Che perfino la Lombardia e il Veneto sarebbero in bilico a causa degli indecisi? Insomma: sarà vero che dopo queste elezioni la CdL si liquefarà come neve al sole? Pare che Prodi abbia scommesso che se non strappa alla destra almeno 2 macroregioni, rinuncia alle politiche. Per me si sente troppo sicuro. Sarò troppo ottimista, ma non mi chiamo più Alcide Furnaga se lunedì sera non si troverà ad aggiungere un altro reperto alla sua vasta raccolta di amare delusioni.
da Enrico Lopidao, Roma
Chi mi manda qualche notizia ulteriore su quanto detto da Ceratti a proposito della raffineria esplosa in Texas. C’è qualche link? o mi può inviare i flash di agenzia. Non ho trovato nulla, ma vorrei approfondire. Grazie in anticipo.
da Luciano Buonaiuto, Aversa
Nel 1941 un ebreo viene aggredito da un certo Storace. Ne parla dopo 64 anni, tra l’altro negando di aver detto che si trattasse del padre di Francesco. L’Unità pubblica la notizia che il padre del governatore picchiava gli ebrei. Possiamo credere a un errore, anzichè a una manipolazione intenzionale? Ammettiamo poi che l’ebreo abbia detto che si trattava del padre di Francesco, e oggi lo neghi, perché se lo è dimenticato, cosa plausibile in una persona anziana. Il giornalista che raccoglie la dichiarazione non dovrebbe fargli una domanda elementare: lei come fa a sapere che fosse il padre del governatore? In questi 64 anni lo ha frequentato assiduamente, al punto da conoscere anche i suoi figli? Da qualunque parte si rigiri la questione, mi riesce impossibile credere all’errore.





