- 31 marzo 2004
da Primo Casalini, Monza
Ho visto la composizione del nuovo governo francese: Dominique de Villepin, Gilles de Robien, Renaud Donnedieu de Vabres… manca solo Maxim d’Alemà, per il momento. Neanche al Gambero Rosso ci sono VIPS così ben targati. Quand’è che li intervisti lasciando perdere la bigiotteria? Ma è la lingua che ci frega: con Marie Constance de Philippe, Simone de La Venture, Jean Baget-Bozzò, Théodore du Bon Temps sarebbero diverse le risposte, e forse anche le domande. Però ho finalmente capito perché Michela Rocca di Torrepadula l’hai intervistata due volte.
da Alessandro Ceratti
Sto leggendo “Lo scempio del mondo” dell’illustre storico olandese J. Huizinga. E che cosa scopro? Che la frase: “Quando sento la parola cultura, metto mano alla rivoltella” non è stata pronunciata da Goebbles. Proprio no. Essa è di un certo Hans Johst vincitore in epoca nazista al concorso “Poeti e scrittori” che ha pubblicato questa frase
nel 1940 su un periodico tedesco. E inoltre, almeno secondo l’indiscutibile Huizinga, la parola tedesca Kultur non significa “cultura” ma “civiltà” (chi sa il tedesco dica la sua).
da Gianni Guasto
Insomma, alla fine il nome è venuto fuori: sarà perchè CSF non ce l’ha fatta a tenere il segreto, sarà che ha fatto apposta, sarà che vuol giocare con noi al gioco dei piccoli Sherlock Holmes, ma l’ha detto: “Claudio Velardi, l?ex portavoce di Massimo D?Alema, oggi lobbista ed editore del Riformista di Antonio Polito”. Claudio Velardi lobbista, ecco la soluzione dell’enigma. Che porta con sè la soluzione di un altro angoscioso quesito: Claudio Velardi, lobbista anonimo, si materializza nel blog attraverso la falsa identità di un’avvenente avvocatessa catanese.
Velardi è lobbista veramente (csf)
da Michele Lo Chirco
Non per essere ripetitivo, ma sentire ieri sera Cesare Battisti in un servizio televisivo dire che non ha nulla da farsi perdonare per gli omicidi perchè egli non è cattolico, mi fa venire il voltastomaco.
da Alberto Arienti
Perchè chiamare così un giornale apertamente sponsorizzato da AN? Perchè non chiamarlo, in onore al suo direttore, L’Indisponente.
Aspetterei almeno che siano usciti un po’ di numeri (csf)
da Vincenzo Rocchino, Genova
Sappiano gli amici blogghisti che non ce l’ho con nessuno di loro, nè tantomeno intendo fare il “prezioso”. Il nostro Paese sta attraversando un momento molto difficile e delicato per la nostra democrazia. Ho inteso sottoporre al blog alcune riflessioni, che io ritengo molto serie, ma evidentemente non lo sono abbastanza per CSF, che le ha cestinate. Così, le stesse, le ho girate a www.osservatoriosullalegalita.org dove hanno trovato spazio. Mi auguro che Claudio voglia consentirmi quest’ultima possibilità. Ho appena letto il chiarimento di Schiavone (al quale va la mia simpatia). Tu guarda il sincronismo!
da Claudio Trezzani (http://claudiotrezzani.splinder.it)
Pier Franco Schiavone evidenzia l’irascibilità di CSF. Nelle reazioni e nelle omissioni. Queste ultime incentrate sul fatto di non aver replicato a Sofri Figlio. Anch’io – non pubblicato – avevo replicato a Sofri Figlio. Nell’argomentare che Sofri Padre è stato Mandante Ideologico non meno di Yassin. Circostanza intuibilmente imbarazzante.
da Peter Freeman
Caro Csf, leggo il tuo resoconto della festa dell’Indipendente e scorro la lista dei VIPS da te intervistati. Ma la notte dormi? E se dormi, sogni? E se sogni, che sogni fai? E i VIPS allungano la vita o la vita e’ tutto un VIP?
Non fare lo spiritoso. Io Marzullo lo ho intervistato tre volte. E lui mi ha intervistato due volte. Come direbbe Denise Pardo, fitto scambio di affettuosità giornalistiche. (csf)
da Pier Franco Schiavone, Milano
Ho 48 anni, Molisano, una laurea, voto a sinistra. Leggo una sessantina di libri l’anno, un quotidiano e due settimanali. Prediligo Melville, Mann, Saramago, Margaret Doody e Camilleri. Amo mia moglie, adoro Sordi, Totò e la commedia americana. Ho amici meravigliosi. Auspico un Governo con Prodi e Cacciari. Mi piace il confronto, anche aspro, ma non le persone che insultano. Mi ha deluso CSF (che è piú irascibile di Paperino) perché non è intervenuto su L. Sofri ma interviene, a ragione, quando i blogghisti sono
scorretti. Mi si può dire qualunque cosa con ironia, ma non premettendo che non so quel che dico. Non volevo perdere in dignità. Tutto qua. (cavolo, questo sito è meglio dell’ambulatorio di un analista!).
da Michele Lo Chirco
Caro CSF, ma lei o qualcuno dei blogghisti ha notato ier sera Giorgino che anticipava al tg1 l’intervista di Berlusconi ad un programma Mediaset in serata? Forse sarà successo talvolta che il tg5 rimandasse alla presenza a Porta a Porta di SB, magari giusto per anticiparne i contenuti, ma a me non pare normale. E’ come se a chi mi chiedesse cosa mangio a cena, rispondessi che la mia vicina ha fatto la carne al forno con le patate.
da Paolo della Sala
In risposta al sig. Beretta, e al suo “se le colleghe di sua moglie volevano scioperare…”, ribatto che:
1. L’argomento non era quello, ma cosa può fare chi non vorrebbe scioperare né accettare in toto una legge.
2. In ogni caso, resta valida l’ipotesi che molte persone scioperano per non far vedere che non scioperano. Trattasi di intimidazione invisibile e involontaria, certo, ma…
da Pino Granata
Ormai ogni giorno ci sono militari e civili americani che muoiono in Iraq. Mi rattrista molto che nessuno abbia parole di pietà anche per queste vite che vengono stroncate quotidianamente. Il fatto che molti di loro siano volontari non cambia le cose di una virgola. Loro se ne vanno e madri, mogli, figli amici, parenti soffrono per la loro morte. No, non condivido il cinismo di coloro che pensano che se lo sono scelto loro. Almeno di fronte alla morte esprimiamo il nostro dolore per tutte le vittime di qualunque parte esse siano.
da Santi Urso
Molto divertente l’ossimoro carpiato delle 17.23 del 30 u.s. sull’Indipendente. Ma c’e’ un buco nella Sua memoria: Feltri non falli’ affatto.
da Paolo Beretta
E’ più che evidente che Trantino deve aver scambiato CSF per un’altra persona: Claudio non è giovane.
Seconda puntata
Ad un certo punto mi metto a fare un gioco. La sala è ormai piena piena. Io mi siedo ad un tavolo con Luca Telese, giovane (?) giornalista del Giornale che conobbi ai tempi di Cuore. Scriviamo i nomi dei presenti ed io scopro che ne ho già intervistati una caterva (il che vuol dire forse che devo smetterla), La Russa, Gasparri, Santanché, Jannuzzi, Marzullo, Rosi Greco, Irene Ghergo, Massimo Teodori, Giordano Bruno Guerri, Mughini, Chessa, Trantino, Barbara Palombelli, Maurizio Belpietro, Pigi Battista, Antonio Polito, Marina Valenzise, Donna Assunta Almirante, Maria Giovanna Maglie, Claudio Velardi. E c’è anche qualcuno che mi ha detto di no: Berlusconi, Alda D’Eusanio, Bruno Vespa e forse anche altri che non riconosco o che non individuo. Nel bailamme…Non vedo per esempio della gente che ha invece visto Livia Michilli del Corriere. Non vedo Toni Renis, non vedo Mogol, non vedo Gianni Letta, non vedo Giuliano Urbani, non vedo Gianni Alemanno. Però vedo Lando Buzzanca, Carlo Mazzantini, il falso Valentino, Andrea Pamparana, Magnaschi, D’Agostino, Alain Elkann, Altero Matteoli, Cattaneo. Vedo anche il ministro Castelli ma poi mi viene il sospetto di aver preso un abbaglio. Insomma, gran bella gente. Con Italo Cucci e Francobaldo Chiocci ci fermiamo a parlare dei tempi di mio padre, quando il giornalismo sportivo era una cosa seria e io mi rendo conto che parlo con colleghi dell’altra generazione. Trantino, presidente della commissione Telekom Serbia che ho intervistato tre mesi fa, mi incrocia, fa finta di riconoscermi e invece mi scambia sicuramente per un’altra persona , almeno spero, visto che mi apostrofa: “Ah, il giovane serbo!”.
2) segue

