- 30 aprile 2003
da Gianni Da Vià
Ho festeggiato Previti con un fragrante panino di porchetta e un calice di profumato traminer al bar dei osei, qui a Padova. Tu che sei trentino : c’ azzecca il traminer con pane e porchetta?
da Paolo Beretta
Parlare di “inerme” relativamente all’Ideologo del fascismo mi sembra un po’ provocatorio. I fascisti, nel ‘43, morivano quasi sempre per attentati, come Resega, Federale di Milano. Non che ci fossero altri modi di farlo, dato che ai duelli stile “Mezzogiorno di fuoco” non si presentavano mai, da soli almeno. Quanto a Gentile, poi, i lati oscuri della sua morte sono molti, primo fra tutti il fatto che i suoi stessi colleghi fascisti, pur sapendo dell’attentato, lo abbiano lasciato da solo. L’unica certezza e’ che fu ucciso dai GAP, e che, comunque, le vittime del fascismo gli devono molto. Per la loro morte.
da Paolo Beretta
Fidel Castro e’ stato rieletto col consenso del 97% degli aventi diritto. In un regime di partito unico, e’ cosa abbastanza normale. Non giusta, normale. In America, Gore ha ricevuto la maggioranza dei consensi ma il presidente e’ Bush. Non e’ giusto, ne’ normale. Come non e’ giusto ne’ normale che uno stato ne invada un’altro senza il consenso dell’ONU. Come non e’ giusto ne’ normale che migliaia di manifestanti pacifisti vengano arrestati senza motivi validi. Nessuno ha mai detto che Castro gode dell’appoggio popolare. Forse si, forse no, senza una elezione regolare non c’e’ modo di saperlo. Ma mi piacerebbe vedere come se la sarebbe cavata l’economia cubana senza 40 anni d’embargo economico sul gobbo. Ogni Paese ha i suoi scheletri nell’armadio. Castro, per il suo stesso modo di governare, i suoi li ha in vetrina e li vedono tutti. Ma altri, USA per primi, hanno armadi molto, molto grandi.
da Claudio Urbani
Complimenti al nostro Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi per aver disertato l’invito del Capo dello Stato – carica a cui aspira – alla festa per il 25 aprile, mostrando il suo rispetto e senso dello Stato alla Storia d’Italia; complimenti per le sue parole e minacce alla sentenza Previti, mostrando tutto il suo senso di rispetto verso Organi dello Stato da grande statista; complimenti per la sostituzione
immotivata a Bruxelles, della dir.dell’Ist. Cultuta Italiana , dott.sa Sira Mironi, con Pia Luisa Bianco, ex direttrice de l’Indipendente, un giornale vicino alla Lega Nord, che secondo Le Soir, “l’argomento più
serio a sostegno della candidatura della Bianco è di gravitare nel giro del potere berlusconiano, un argomento di peso quando si tratta di un regime intento a estendere la sua influenza ai posti diplomatici e di rappresentanza all’estero”, dimostrando così come la sua elevata statura da Statista ci fa stimare in Europa.
da Vittorio Grondona
Tutto il salotto fazioso di La 7 (8 1/2 del 29/4/2003), con eccezione del rappresentante di Rifondazione Comunista, non sa se dire sì o no al referendum sull’art.18, quindi alla fine decide di non andare a votare, ribadendo fino alla nausea che la consultazione popolare “è sbagliata” e basta. Da gente come quella, che probabilmente non ha mai lavorato “sotto padrone”, è meglio stare alla larga. Mi domando cosa possa esserci di interessante sui libri che qualcuno di loro scrive… Per promuoverli rinunciano a tutto, perfino alla ragione!
da Alessandro Ceratti
Signor Freda, Bush sarà un pessimo presidente, ma non credo che sia un dittatore. Controlliamo con la mia famosa lista?
1) Controllo (e distorsione) dell’informazione SI
2) Appropriazione personale di risorse pubbliche (res publica diventa res privata) NO (gli americani lo farebbero saltare subito)
3) Liquidazione degli avversari (politici) NO
4) Concentrazione del potere NO (Estremamente più modesta che in Italia. Bush, tanto per dire non è l’uomo più ricco d’America e i deputati repubblicani non sono ai suoi ordini)
5) Culto della personalità NO
6) Uso nepotistico del potere NO (al massimo:incerto)
7) Uso delle istituzioni dello stato per fini personali NO
Violazione e disprezzo delle leggi dello stato NO (al massimo:incerto)
9) Irresponsabilità legale del dittatore e sodali NO
10) Uso della violenza fisica SI (però contro gli altri, non contro i suoi cittadini)
11) Repressione della libertà di espressione NO
Parrà strano, ma Bush totalizza solo 2 punti (al massimo 4). La cosa ci deve fare molto riflettere. Castro totalizza 9 punti, come Berlusconi.
da Giorgio Goldoni
Torno da un viaggio in Toscana, dove la pianta della faziosità alligna e si ramifica. Il sindaco di Firenze ha dedicato una via a Bruno Fanciullacci: chi era costui? Fu il proditorio assassino dell’inerme filosofo Giovanni Gentile (fascista, certo), la cui riforma della scuola italiana ha resistito fino a pochi anni fa, e le cui pubblicazioni filosofiche sono note ed apprezzate in campo internazionale: duello , lotta corpo a corpo? No, un vile agguato ad un inerme uomo di cultura. Almeno ci si poteva aspettare che il sindaco dedicasse una via ad entrambi.
da Franco Barone, Milano
Ogni tanto qualcuno cita come inique le modalità di elezione di Bush, che ha battuto per un pugno di voti Gore, con un conteggio finale un po’ incasinato. Gli consiglio di visitare il sito http://www.granma.cubaweb.cu/secciones/candidatos/diputados.htm, dove ci sono i risultati delle ultime elezioni a Cuba; le percentuali favorevoli ai candidati governativi (gli unici, detti anche “candidati del popolo”) sono sempre superiori al 90% (tranne un 85% nel distretto Isla della Juventud). Tralascio le percentuali di affluenza “bulgare”, come si diceva una volta, un muro di Berlino fa. Credo che sia più infinitamente più regolare una elezione dove finisce 50,01% a 49,99%, e penso sia comunque meglio vivere in un paese di questo tipo; così la pensano anche quei poveri cristi di cubani che cercano di ogni modo di raggiungere la Florida.
da Gianluca Freda
Gentile Serpieri, mi associo senz’altro allo stalinismo di Casalini. Natalino interviene spesso in un blog gestito da un “comunista” e frequentato da parecchi “comunisti” (tra cui il sottoscritto, senza virgolette) per dire che i comunisti sono tutti delle merde. E fin lì pazienza, è giusto dare voce a tutte le opinioni (ma vorrei vedere se a me sarebbe consentito un comportamento analogo in un blog gestito da Belpietro o da Fede). Tutto ciò che gli si chiede è di darci delle merde con un minimo del savoir faire di Casalini e restando entro le 500 battute. Ne è capace? O preferisce violare scientemente le regole per poi lagnarsi che, oltre che merde, siamo anche censori? Io propendo per l’ipotesi n.2.
da Aldo Abuaf
Continuo a non capire le logiche tipo quella del sig. Stefano Alberti, secondo la quale è più “bello” darsi mazzolate con i genitali se il martello è più piccolo. A Cuba nessuno rimpiange certamente Batista anche se, stando ai paragoni, ha ammazzato più gente Fidel di lui. La Storia, bisogna conoscerla. Batista era un corrotto che ha fatto un colpo di stato nel ‘52 dopo essere già stato presidente negli anni di guerra (40/44) ed aver promulgato la Costituzione più democratica di tutta l’America Latina. Certo, dopo, si è mangiato tutto il buono che aveva fatto, in quanto all’istruzione, sanità, economia, eccetera, (si tenga presente che eravamo negli anni ‘50) che, Batista o no, Cuba è sempre stata un gradino più in su degli altri Paesi “cugini”. Non è una bella consolazione liberarsi di una dittatura per cadere in un’altra.
Agli americani evidentemente va bene così perché ogni 4 anni hanno la possibilità di cambiare e non sempre le elezioni sono “sporche” come le ultime. A Cuba quando????
da Vittorio Grondona
Sapete cosa ci rimette il “padroncino” delle piccole aziende se vincesse il “sì” al referendun sull’estensione dell’art.18? Ci rimette la sua attuale libertà di trattare i dipendenti come merce; ci rimette la sua libertà di ricatto psicologico, morale e spesso sessuale; ci rimette la possibilità di assumere con contratti capestro, preceduti da accordi verbali unilaterali, come quello di pretendere ogni giorno 12 ore di lavoro e farne figurare 4 ai fini previdenziali e fiscali; ci rimette…; ci rimette… Credetemi, ai fini economici non ci rimette nulla che non gli competa giustamente in un paese civile come il nostro (sic… forse ho esagerato)!
da Antonio Sechi, Pavia
Dopo aver letto l’endecalogo del perfetto dittatore ed aver scoperto di vivere in 9/11 di una dittatura, sono sconfortato dallo scoprire che anche una persona pubblica e opinionista come lei avalla simili mene psicotiche, vagheggiamenti tipici del masochista che agogna il martirio democratico e un cippo marmoreo in qualche futura piazza dei caduti per la resistenza. Non credo che parteciperò più a questo sito, anche perché nel giro di un quarto d’ora vi arriveranno le SS (Silvio Staffeln?) in casa. Vi auguro di incontrare un Salvo d’Acquisto.
11 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalla professione di avvocato per 5 anni all’avv. Previti;
8 anni e 6 mesi e interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalla professione di avvocato per 5 anni all’avv. Pacifico;
5 anni e 6 mesi e interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalla professione di avvocato per 5 anni all’avv. Acampora;
13 anni al giudice Metta;
8 anni e 6 mesi al giudice Squillante;
assolto il giudice Verde.
I commenti di Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica, e la ricostruzione della vicenda IMI-Sir di Marco Travaglio su L’Unità.
- 29 aprile 2003
da Guglielmo Venturi
22 aprile (da El Pais di Madrid): Donald Rumsfeld dichiara che “Washington rifiuterà di riconoscere un regime islamico in Iraq, anche se fosse espressione della volontà della maggioranza della popolazione e frutto di risultati elettorali.”
27 aprile: Human Rights Watch, organizzazione non governativa per la difesa dei diritti umani, con sede a New York, comunica che ” in Iraq il numero dei civili uccisi o feriti dopo la fine delle ostilità nel paese, è superiore a quello provocato dai bombardamenti e dai relativi effetti collaterali.”
28 aprile: anche la seconda assemblea degli rappresentanti dell’opposizione al regime iracheno, convocata dall’ex generale Garner,( nominato dall’amministrazione Bush “governatore” del paese), viene disertata dagli invitati. Disconoscono la legittimità degli Usa di voler imporre il futuro governo, ignorando il principio di autodeterminazione.
di Emaunele Macaluso (per Il Riformista)
Finalmente ho avuto l’occasione di vedere in tv, il compagno Fabrizio Morri, della segreteria dei Ds, che si occupa di fare arrivare ai cittadini messaggi utili a rendere comprensibile e votabile la loro politica. Domenica, interrogato dal Tg3 sull’indicazione di voto della Quercia in occasione del referendum sull’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle piccole aziende, ha dato una risposta chiarissima. Ecco, come si diceva una volta, la “linea”: Ds non possono votare Sì, ma non possono nemmeno votare No (i referendum non si fanno per votare o si o no?); potrebbero votare scheda bianca o non votare, e potrebbero anche dare libertà di voto (a questo per la verità provvede la Costituzione). Dare “linea” effettivamente è roba vecchia. Ma lo zig-zag è troppo moderno! Anche il segretario della Cgil, Carlo Ghezzi, non scherza: scrive un articolo sull’Unità con il titolo «Questo referendum è contro la Cgil», ma il suo Segretario Generale vota Sì e Ghezzi Nì. Se è contro la Cgil, questa non dovrebbe essere contro quel referendum? Misteri. P.S. Ho sbagliato persona, non era Morri ma Damiano. Non cambia nulla.

