- 31 marzo 2003
Io sono qui che sbobino. Ma se cominciano a fare Ballarò troppo spesso mi viene il crampo. Comunque ecco il corsivo di Robecchi dell’edizione di domenica, sugli appalti preventivi. Nessuno si è lamentato, questa volta. Robecchi, che fai, cilecchi?
da Primo Casalini, Monza
Guerra breve o guerra lunga? Domanda fasulla. Ero contrario alla guerra quindici giorni fa per tanti motivi. In questi giorni se ne sono aggiunti altri: è ancor peggio di quello che immaginavo. La guerra non ci doveva essere e la guerra va fermata, tutto qui. E senza scodinzolare con Blair: ha scassato l’Europa e l’ONU e creato dei guai al suo paese. Se è capace, se ha capito, è lui che deve provvedere. La domanda è fasulla anche per un altro motivo: la guerra del Kippur e la guerra dei sei giorni sono state brevissime: eppure siamo sempre lì. Come controllare l’Iraq, che è grande una volta e mezzo l’Italia, se gran parte dei suoi abitanti non ti può vedere? Questa è una domanda vera. E la risposta è una sola: standone fuori.
da Natalino Russo, Seminara
Caro Luca Serpieri, non si tratta di sforare, le ultime 5 sono state ignorate. A Csf non si possono toccare amici come Serra. Guardi Bardaro come gode, sa che per le contraddizioni del Cav. nessuno gli contrapporrà il Bocca fan di leggi razziali, il Fo di Salò i comunisti che demonizzavano e sparavano a Papa e Montanelli ora venerati. Vede, attaccano Panella, pagatpo dal suo editore, niente su Giulietto Chiesa coprato dal Pcus per mentire sull’Eden russo. Anche a lei Arena Paris dovreste lasciar perdere. Più facile che un cammello ecc. che un comunista abbandoni odio e menzogna. (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)
da Davide Paris
Se molla il colpo Natalino, prende una pausa anche il maldestro Paris.Andro’ a ripulirmi un po’ la coscienza al mare per cercare di essere puro quanto gli amici del blog. Intanto mi sarebbe piaciuto vedere un gesto concreto da parte di voi pacifisti che sapete come si vive. Che ne so? Un CSF che rinuncia alle vacanze a Salina, un Freda che sopravviva senza usare la macchina fino alla fine del conflitto. Mi aspetto qualche bel fioretto da voi anime candide.
Non sono in vacanza a Salina, caro Paris, sono in esilio a Salina. (csf)
da Paolo Beretta
Per evitare la famosa frasetta delle 500 battute basta stare sotto le 500 battute. So che sembra stranamente semplice, ma funziona. Anche i miei messaggi sono stati, in alcuni casi, tagliati. Il loro senso, pero’, non ne e’ stato stravolto, quindi non vedo perche’ lamentarmi (…) Quanto al “regime”, vorrei solo ricordare che, col passato governo, si e’ insediato in RAI un tizio di nome Bruno Vespa che favori alla sinistra non ne ha mai fatti. In compenso, il governo attuale ha fatto cacciare Biagi e Santoro. Consiglio di rivedere le definizioni di regime, prima di parlare.
da Graziella Casula
Credo che tu scherzi, comunque ci provo. Il Governo Italiano è a favore della guerra e i suoi fedelissimi pure. In Parlamento, la maggioranza si è espressa a favore della guerra. Non solo, il Governo ha dato la disponibilità ad usufruire di tutto quello che abbiamo: strade, basi militari, porti e aeroporti. Abbiamo mandato pure un contingente in Iraq; quindi siamo in guerra e schierati con Bush da subito. La maggioranza degli Italiani, invece, è contraria alla guerra e non si rassegna al fatto di non essere ascoltata. Mai.
da Claudio Urbani
Nella tanta retorica che si sente in questo periodo in TV, su tutti imperversa l’esempio della Democrazia Americana, dei suoi valori, della sua supremazia su ogni altra forma di governo, società ecc.ecc. Eppure l’ultimo esempio, o il penultimo è meglio, è stato quello di essere governati da un presidente NON eletto, visto che ad un attento conteggio dei voti della Florida, risulterebbe vincitore Gore e non Bush: esempio limpido di democrazia da esportazione! Ma il test più probante e indiscutibile sul valore della Democrazia Statunitenze nessuno lo ha mai proposto, ma avrebbe una valenza indiscutibile per il numero di anni per cui è stato testato: domandiamo ai Nativi americani cosa ne pensano, visto che ci convivono da duecento e passa anni!
da Paolo Beretta
Trovo idee del Sig. Rocchino interessanti, anche perche’ qualcosa del genere mi e’ venuto in mente quando gli USA (dell’allora presidente Clinton) ci tirarono per il giacchino in Kosovo, proprio in un momento critico di passaggio all’Euro (quello in cui, per la precisione, vennero decisi i cambi). Prove, ovviamente, non ce ne sono, ma almeno un piccolo dubbio rimane…
da Primo Casalini, Monza
Il premier, imberettato a Portofino, ha dichiarato: “La bandiera rossa è una bestemmia”. Seguendo la sua logica, la bandiera del Milan è una mezza bestemmia. Mentre quella dell’Inter invece, con tutto quel bell’azzurro…Chissà, Letizia Moratti si scalda in panchina ed il derby Inter-Milan diventa come il derby RAI-Mediaset. Terrò per l’Atletico Van Goof, se esiste ancora.
da Luca Serpieri
Signor Russo, non abbandoni il campo di battaglia. Come può sperare di raggiungere il traguardo delle proporzione di 1 a 100 se dobbiamo andare avanti senza di lei? Non vede quale soddisfazione sta dando a CSF che si affretta a commentare: “adieu”? Piuttosto, obbedisca agli ordini, non sfori, impagini bene ecc. ecc. e cerchi di essere inattacabile.
da Alessandro Ceratti
E’ convinzione diffusa che i primi grandi sconfitti di questa guerra siano l’ONU e la UE. Non sono d’accordo. Prendiamo l’ONU. Certo ora la sua autorità è contestata e le sue volontà ignorate. Ma pensiamo che cosa sarebbe accaduto se l’accordo si fosse trovato e in qualche modo il consiglio di sicurezza avesse avallato l’operazione americana. Questa veramente sarebbe stata la fine. L’ONU sarebbe diventato un semplice apparato burocratico di amplificazione della volontà della superpotenza USA e avrebbe perso ogni credibilità. Molto meglio ora, anche se le sue indicazioni contano come carta straccia. Almeno ha conservato una sua autonomia e identità.
da Cesare Bardaro
Caro Venturi, l’impresa è quasi disperata. Provi comunque a inviare al suo amico questo articolo di Repubblica del 18 marzo che ricostruisce tutte le contraddittorie dichiarazioni al riguardo del nostro amato leader da settembre a oggi. Per chi ancora fosse convinto che gli USA sono entrati in guerra per combattere il terrorismo e riportare la democrazia in Iraq, segnalo questa pagina del Corriere.it dove si apprende che già nel ‘98 … e – per finire – quest’altro link piuttosto illuminante sul ruolo svolto dalla paura americana nei confronti dell’euro nel determinare l’attacco a Saddam. Un soddisfatto “Era ora!” allo scrivente Natalino Russo Seminara.
da Luca Serpieri
Si, forse affermare che la nostra società si fonda su durezze e violenze è orribile, ma rischia di essere vero. Di certo è falso che per continuare a sussistere debba affrettarsi a cambiare per migliorare eticamente. Può andare avanti benissimo così, per altri secoli. E per reagire alle nuove popolazioni che man mano tenteranno di sollevare la testa è sufficiente che preveda di calcare ancora di più il suo tallone di ferro. D’altro canto schiavitù, servitù della gleba, struttura aristocratica mi sembra che non siano durati qualche mese soltanto.
dall’avvocato Lina Arena
La maggioranza degli italiani è con l’America di Bush. Gli americani avrebbero fatto parimenti bene se la stessa avventura l’avessero sperimentata negli anni 50 nei territori gestiti dai socialcomunisti ad est dell’europa. A quest’ora avremmo avuto meno socialmarxisti, meno persecuzioni e meno dittatori alla Saddam o Fidel.
da Giacomo Caldara, Roma
Caro Sabelli, Lei che è dell’ambiente mi tolga un dubbio, per favore. Quel Panella che imperversa in tv e scrive sul Foglio ripetendo con l’aria informata che Saddam ha intenzione di andare in esilio, è per caso lo stesso che, ai tempi di Khomeini, scrisse su Lotta Continua che si trattava di una rivoluzione progressista e di sinistra? E’ lui? Mi viene in mente Totò, “ma mi faccia il piacere”. Grazie e non si perda, in esilio, i pomodorini con cipolla finemente tritata e capperi. Li trova a Lingua. Almeno, io li mangiavo lì.

