- 31 ottobre 2002
da Piero Lint
E perché c’è gente che attacca la Sinistra italiana perché attacca Berlusconi e poi attacca la Sinistra perché non attacca il comunista Putin che è amico di Berlusconi al punto da ospitare le di lui (Putin) pargolette nella di lui (Berlusconi) villa in Sardegna?
E perchè c’è gente che fa finta palesemente finta di non capire che gli altri hanno capito benissimo che la medesima gente cerca solo pretesti per attaccare briga perché se solo rileggesse quello che scrive si risponderebbe da sola senza bisogno di far finta di fare un monte di domande ASOLUTAMENTE RETORICHE E GRATUITE (e ci mancherebbe altro che dovessimo pagarle)?
E perché questa gente tutt’altro che idealista fa finta di non capire che Putin è amico di Gorge e di Silvio soltanto perché con loro condivide lo stesso smodato amore per il denaro e per il potere e non gliene frega niente di sacrificare un centinaio di suoi sudditi per potersi accreditare agli occhi delle civiltà occidentali come difensore della democrazia e della civiltà cristian-occidentale e poter così continuare indisturbato a mietere vittime in Cecenia, soffocate nel petrolio?
E perché c’è gente che capisce tutto benissimo (se no che te ne fai di una laurea sbandierata a tutto sito) ma fa finta di essere più tonta di quello che è soltanto per rompere i dicotiledoni al prossimo?
E perché l’Italia è finita in mano agli avvocati?
da Primo Casalini, Monza
Quanti David ci sono a Firenze? Due di Michelangelo all’Accademia e due di Donatello al Bargello (uno di marmo ed uno di bronzo). Ce ne sono altri, ma mi fermo qui. Berlusconi, parlando di “spezzare un braccio al David di Donatello”, probabilmente alludeva al David che sta in Piazza della Signoria, che è una copia di quello più famoso di Michelangelo. Siamo fatti così: parliamo delle ricchezze artistiche per motivi che con l’arte non c’entrano, e ne parliamo da ‘gnurant, perchè tali siamo. Per visitare Firenze, occorre passare da Budapest. La Web Gallery of Art, gallery.euroweb.hu, è il più bel sito in assoluto che esista in Internet. Arte europea dal 1150 al 1800. Su circa 11.000 immagini, 1092 riguardano opere che stanno a Firenze: Uffizi 332, Pitti 58, S.Maria del Fiore 61, S.Maria Novella 86, S.Lorenzo 49, S.Marco 48, S.Croce 59, Carmine 31, Bargello 75, Accademia 12 e così via. Se poi riflettiamo su quante opere fatte a Firenze sono al Louvre, al Prado, alla National Gallery…E non è che Kern e Marx, i due curatori, abbiano privilegiato l’Italia: ad esempio sono seccato dal numero troppo limitato di immagini del Correggio e del Parmigianino, e non è solo questione di campanile. Martini, il presidente DS della Regione Toscana, ha sbagliato. Ma Berlusconi non può decidere cinque giorni prima, dopo avere da interim fatto fare trenta riunioni per preparare l’incontro con Gheddafi (Corriere di oggi). Passeranno Martini, Berlusconi e Gheddafi e Firenze ci sarà ancora. Speriamo, almeno.
da Sergio Pilu
Sintetica, decisa, con una posizione chiara ma capace di vedere anche la trave nel proprio occhio. Da tenere nel proprio archivio personale. Chapeau.
da Santi Urso
Desidero segnalarLe che il Suo sito e’ facilmente perforabile. In calce al sensatissimo intervento di un gentile corrispondente sulla spazzatura georgica, mano anonima (pero’ siglata csf) ha apposto un dileggio per commento.
ps. come si fa a escludere dallo schermo lo stupido aeroplanino pubblicitario? (“la legge e’ uguale per tutti” che prodotto e’?)
ps2. ma qual e’ l’eta’ media dei gentili corrispondenti? la domanda mi e’ dettata dall’invidia (sono anziano). A giudicare da come reagiscono davanti alle pecore, sembrano ignorare il mondo animale come tutte le generazioni piu’ giovani.
ps3. greggi di pecore transumano in ogni parte d’italia su tutte le strade da Milano (ancor oggi, non proprio in centro) a Cassibile. Certo, vanno a periodi (sono fenomeni stagionali, per intenderci: questo puo’ essere difficile da accettare per chi e’ abituato ad avere fragole e percoche tutto l’anno).
da Vincenzo Rocchino, Genova
Al vertice tra le Parti Sociali e il Governo, Silvio Berlusconi ha annunciato: i soldi son finiti posso raccontarvi solo barzellette, e voilà voglio rovinarmi, c’è anche un coniglietto di peluche di consolazione.
da Barbara Melotti
Avv. Arena nella sua lista di perchè c’è un’omissione degna dello strabismo di cui Lei accusa noi “sinistri”: perchè gli unici capi di governo europei a non aver sollevato alcun dubbio sulle azioni del comunista Putin contro gli stessi ostaggi russi sono Berlusconi e Blair?
da Giuseppe Mariani, Milano
Che bello sentir chiamare le cose con il loro nome.
Però mi ha fatto pensare. I) hanno fatto una legge per consentire il “falso” in bilancio.Non voglio commentare altrimenti non finisco più. II) Hanno fatto una votazione fasulla i cui risultati non si possono definire che “falsi”, comunque sarebbe andata se non lo fossero stati, ma dicono che tutto è stato fatto correttamente.
COSA CI AUTORIZZA A PENSARE CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI EFFETTUERANNO CORRETTAMENTE ?
Forse è il caso che cominciamo a preoccuparcene sin d’ora, e seriamente.
da Mauro Vece
Informo che probabilmente per il 5 novembre p.v.si terrà una manifestazione finale per la famigerata cirami. Coloro che non sono di Roma, sono pregati di diffonderla tra i loro amici e conoscenti a Roma.
da Valeria Garabello
Un detto calabrese, che spesso ricorre a casa mia, è: a Roma si non mangi carne, vivi brodu. Che significa: a Roma qualsiasi cosa tu faccia, non ti può fare che bene (se non mangi proprio la carne del bollito, vivi del saporito brodo prodotto dallo stesso). Che facciamo oggi tesoro? si va a trovare la gatta dell’omonima via o a palazzo boncompagni con quegli incredibili custodi gentili e disponibili? tra i colori e i profumi del roseto o alla villa dei quintili da poco restaurata? a pedalare sull’appia antica, a piedi fino a Trinità dei monti – premio finale: tartufo di Ciampini con vista sul cuppolone, o semplicemente alla villa sotto casa tutta giallo-rossa (mi dispiace claudio, i colori del sole e dell’autunno questi so’) a riscaldarsi il cuore in attesa dei rigori invernali? Elenchi casuali di splendidi weekend-”vivi brodu” romani, spesi nelle mollezze della roma migliore, quella di quando i più migrano per altri lidi e noi si rimane beatamente soli (noi e trecentocinquantamila giapponesi al secondo), a godere di una città in cui non ci accorgiamo quasi mai di vivere. Casalini non è vecchio, Claudio. Lui è semplicemente uno che ha capito. I termosifoni al posto di prete-suora sono una conquista di civiltà. Bello sì andare in campagna e scaldarsi con l’irriverente accoppiata. Ancora più bello però tornare in città e godere delle sue virtù.
da Roberto Boggi, Roma
Vogliono tutti la guerriglia urbana. Rappresenta il vero evento mediatico che tutti ormai si aspettano da ogni Social Forum.
Si è parlato solo del rischio d’incidenti; non sappiamo niente dei movimenti e delle loro idee. Che tristezza!!
Sergio Pilu, periferia di Milano
Caro Casalini, non è bello dileggiare gli “Arcadi da weekend”, e la generalizzazione non fa onore alla sua intelligenza. Si vive in un posto per tanti motivi: perchè ci si è nati e si sente un legame con il luogo, perchè non si è troppo lontani dal posto di lavoro, perchè si è figli unici e non ci si vuole allontanare molto dai genitori che – ahinoi ed ahiloro – invecchiano, perchè ci si è fatti degli amici nel condominio, perchè si apprezza il poter arrivare nel centro di una grande metropoli con venti minuti di metropolitana, e così via. La vita, beh, un po’ ce la costruiamo noi, ed un po’ si costruisce da sola. Sono nato e cresciuto e vivo a Milano, e ne sono contento. Al tempo stesso, amo la natura quel tanto che basta a farmi apprezzare le colline della Brianza, le montagne del Trentino, i campi coltivati del Parmense, i boschi della Barbagia; apprezzo persino l’acquario di Milano, pensi lei. Con la natura e le sue diversissime espressioni ho un rapporto paragonabile a quello che ho con i libri, od il cinema: non potrei vivere senza, ma non potrei nemmeno vivere leggendo Marquez o guardando Altman per ventiquattro ore al giorno. Tutto lì. Mezza giornata in una cascina, il piacere di vedere un gregge e sorridere della sua incongruenza rispetto all’ambiente urbano che sta attraversando: tento di mantenere un equilibrio, facendo l’Arcadio da weekend, e tutto sommato non mi lamento. Pensi, riesco anche a liberare Milano per fare un po’ di spazio a lei.
- 30 ottobre 2002
da Gianni Guasto
Gentile avvocato Arena, se Lei leggesse veramente i giornali di sinistra, invece di affidarsi al vieto luogo comune che “comunista non mangia comunista” (ammesso che Putin lo sia), probabilmente eviterebbe di parlare in maniera avventata. Se lei avesse letto la stampa di sinistra di questi giorni, avrebbe potuto farsi un’idea meno approssimativa di quella da Lei espressa.
Tra gli altri contributi, le suggerisco il bellissimo articolo di fondo “Uomini e topi” di Luigi Pintor, sul Manifesto del 29/10.
Ne riporto alcuni passi: “….l’uomo di nome Putin, che ne avrà avuto un altro nei codici della polizia segreta, non doveva chiedere scusa ai suoi sudditi perché non li ha salvati tutti, ma perché non li ha ammazzati tutti. Qualcosa non ha funzionato nella gassazione mortale, concepita e attuata in modo che non poteva e non doveva selezionare le vittime. Meglio tutti morti, colpevoli e innocenti, che un nemico vivo. Nessuno può mettermi in ginocchio, questo è stato il messaggio. Kaputt, in tedesco.” E più oltre: “quello che è accaduto realmente è che un capo di stato ha fatto in anticipo il lavoro dei terroristi, in formato neanche tanto ridotto”. Per concludere: “E’ un capo russo, non un americano, dunque non è l’antiamericanismo che mi fa stravedere. E’ questa stoffa, questa pasta di cui sono fatti gli uomini di governo più importanti del mondo (…..) Il culto della personalità è sempre stato un male, ma il culto della non-personalità del nostro tempo è molto peggio”
da Vittorio Grondona – Bologna
l’accostamento dei due mondi, descritto così bene nelle poche righe che ho ricevuto, secondo il mio parere evidenziano due cose drammaticamente negative. Da una parte la vita di una famiglia di pastori che descritta così sembra splendida, ma, se analizzata dal lato umano, di fatto non lo è. Per forza di cose il pastore è costretto vivere ai margini della società e questo sicuramente non è positivo per la natura dell’uomo. Dall’altra parte un episodio orribilmente doloroso, indegno dell’umanità. 118 morti fra gli ostaggi e 50 fra i terroristi sono un tragico bilancio. Combattere il terrorismo con il terrorismo non credo che sia una strategia vincente. Si potrebbe al limite concepire, anche se non lo condivido affatto, un terrorismo che terrorizza i terroristi, ma non credo che abbia senso terrorizzare due volte chi è vittima del terrorismo. I politici del nostro mondo così evoluto (si fa per dire), ivi compreso il nostro Presidente del Consiglio, hanno elogiato il comportamento del governo russo. Cosa significa questo che in un caso analogo che dovesse per disgrazia accadere in Italia, il nostro governo non ci penserebbe due volte prima di ordinare un massacro? Gli eventuali ostaggi, fra i quali ipoteticamente potrei esserci io o qualcuno della mia famiglia, in quella malaugurata ipotesi, sarebbero comunque condannati? Le speranze di essere “liberati” e “salvati” si ridurebbero infatti a quelle concesse dalla fatalità, in quanto la vita degli ostaggi può essere tranquillamente immolata per “interessi politici”.
da Valeria Garabello
Io Costanzo non lo vedo mai per cui non ho idea degli errori di D’Alema. Di quelli di sintassi, ça va sans dire. Per quanto riguarda tutti gli altri, ce li ho ben presenti e ne ho sempre parlato con franchezza, caro Natalino. Io non sono la maestrina dalla penna nera, proprio non mi piace il ruolo. Sono solo una che è governata da una persona in cui non si riconosce, a partire dal primo dito del piede e fino all’ultimo capello che ha in testa, comprese le orrende parole che dice. Questa persona mi è stata regalata da un’altra persona con cui, insieme e separatamente, han fatto prima gli interessi loro e poi, solo eventualmente e di facciata, quelli del paese (e quindi anche i miei). Per cui, se Berlusconi mi dice “sorgenti” e “intrapresa” e “comunisti” (altro bel sinonimo..) io ho il mio bel diritto di farlo notare perché mi sa di parvenu, di presa in giro. E io sono stanca di farmi prendere in giro e sentirmi male ogni volta che sento parlare chi, invece di lavorare come predica sempre, sta lì e razzola malissimo.Poi se tu vuoi e ti piace, imita il pure il tuo capo che, vedrai, un giorno te ne sarà riconoscente. E’ o non è lui il proprietario, in fondo e manco tanto, di una casa editrice tra le tante?
da Giorgio Goldoni
L’ho letto spesso nei nostri media negli ultimi giorni: e Getulio Vargas e Joao Goulart dove li mettiamo?
Tra un samba e un colpo militare hanno governato il Brasile “a sinistra”.

