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Claudio Sabelli Fioretti
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  • 31 Ottobre 2010
  • ASCOLTA, SI FA BLOG/ IL VESTITINO DA HALLOWEEN E IL QUOTIDIANO
    Bracciano è un piccolo comune a nord di Roma. Una volta era un paesetto famoso per due motivi. Per la massiccia presenza di militari, stipati in un paio di caserme. E per aver resistito una decina di settimane vincendo a Campanile Sera. Erano talmente tanti i militari che tutta l’economia del paese era divisa tra servizi per loro (sarti, alimentari, pizzerie, perfino prostitute che venivano dalla capitale e battevano nei viali vicini alle caserme) e agricoltura (noccioli e ulivi). C’erano anche un paio di tombaroli che scavavano tombe etrusche. La presenza dei militari era massiccia. Se andavi al cinema la sera, ad un certo punto, verso le dieci, a metà film, tutti gli spettatori si alzavano e se ne andavano. Erano i militari che dovevano rientrare. Tu rimanevi solo come un pirla anche perché il gestore spegneva e chiudeva. Tu protestavi e allora lui ti raccontava il secondo tempo e poi ti cacciava.

    Poi cominciarono le prime villette e villone dei pensionati che avevano scelto il lago come buen retiro e dei romani che stanchi della vita metropolitana preferivano il clima e il mite paesaggio dell’alto Lazio. Il paese si ingrandiva e per contenere l’espansione furono costruiti nuovi quartieri attorno al centro storico e allo splendido castello Orsini Odescalchi. Nacque così, tra l’altro, Bracciano due che oggi è praticamente un paese nuovo (in tutto oggi Bracciano ha 18 mila abitanti). Bracciano due, se si dimentica questo orrendo omaggio all’edilizia berlusconiana che ha invaso l’Italia (ma non si poteva chiamarlo Bracciano Nuova? Bracciano Futura? Bracciano Collina? Bracciano Primula? Bracciano Tarassaco? Bracciano Margherita? No, Bracciano due. Vabbé) Bracciano due, dicevo, non è orrenda come spesso sono i quartieri satellite o peggio ancora le periferie popolari. Strade larghe, servizi adeguati, banca, ufficio postale, palestra, servizi sportivi, autobus, distributori di benzina. Qualche sacrifico a livello di identità culturale. Per dire: l’ufficio toponomastica del comune, dovendo dare nuovi nomi alle nuove strade, ha scelto roba tipo “via Fabrizio De André” e “via Pierangelo Bertoli”, proprio a due passi dal luogo dove, dovendo prolungare “via dell’Omo Morto” ha scelto “via Paolo Borsellino”.
    Il progresso è inarrestabile ed ecco arrivare il fantastico centro commerciale. C’è di tutto, parcheggi sotterranei e no, pizzeria, supermercato, parco giochi per i bambini pestiferi. Luoghi dove puoi comprare di tutto, dalle padelle per fare le caldarroste ai lettori Mp3, dai preservativi ai gioielli per tutte le borse. C’è anche un area Halloween dove bambini tristi si guardano attaccati alle rispettive mamme e si chiedono “ma perché sono vestito in questa maniera ridicola?” C’è anche un centro estetico dove in pochi minuti ti fanno per pochi euro anche la depilazione (inguine brazil 10 euro, inguine total 15 euro). Per dire, una brava massaia timorata di dio esce per comprare due etti di bresaola e torna depilata brazil, non so se mi spiego. Questa è Bracciano due. Ma non vi venisse in mente, al centro commerciale, di cercare un giornale. Non c’è. Non c’è proprio l’edicola. Ci sarà sicuramente dietro una storia di licenze e di concorrenza. Sta di fatto che si possono spendere centinaia di euro in scemate ma non un euro per acquistare un quotidiano.
    Tutto questo per dirvi che sono a Bracciano. Sono venuto a casa dell’anziana madre per cogliere le olive ma piove e allora sono andato al centro commerciale per cercare i giornali e non li ho trovati e allora ho comprato una padella coi buchi e dei maroni e guardato i bambini tristi vestiti da Halloween. E mi sono detto: ma i genitori di questi bambini tristi vestiti da Halloween adesso escono dal grande centro commercialre e si fiondano in una edicola ad acquistare un quotidiano oppure se ne fregano perché hanno speso tutto quello che volevano spendere per acquistare il vestitino e il cappellino da Halloween? (csf)
    [csf ::: 18:14]
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    11 commenti
    [1 Novembre 2010] - Alberto Veneziano

    Vado a scrocco più che posso, ma anche quando, recentemente, ho pagato un abbonamento telematico sono rimasto deluso. Il giornale in questione era il Foglio eppure, per quanto stringato è troppo noioso, troppo ripetitivo. L’ultimo giorale cartaceo che ho comprato è stato “cuore”, li ho tutti. Comunque se prendo un aereo (quasi mai) prendo “the economist” e fingo di leggerlo per tutto il viaggio, troppo figo.

    Commenti chiusi.

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