{"id":6143,"date":"2001-11-11T23:41:00","date_gmt":"2001-11-11T23:41:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=6143"},"modified":"2001-11-11T23:41:00","modified_gmt":"2001-11-11T23:41:00","slug":"paolo-guzzanti-attacca-berlusconi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=6143","title":{"rendered":"PAOLO GUZZANTI ATTACCA BERLUSCONI"},"content":{"rendered":"<p><b>Questo sabato dalle due marce ha portato una ventata di chiarezza e di coraggio. Basta leggere, per esempio, l&#8217;editoriale di Paolo Guzzanti, vicedirettore  del Giornale e parlamentare del Polo. Tutti noi, pieni di pregiudizi, pensavamo che il pap&#224; di Corrado e di Sabina fosse un acritico seguace del Cavaliere, pronto sempre a farsi tappetino e a lodare qualsiasi iniziativa del leader di Forza Italia. Invece, in questa occasione, si &#232; dimostrato autonomo e responsabile, attento a difendere la verit&#224;, e ha smentito nei fatti chi lo accusa di essere uno scherano dell&#8217;uomo di Arcore. E cos&#236;, magari esagerando, glie ne ha dette, a Berlusconi, di cotte e di crude. Ha cominciato in sordina, severo ma giusto: &#8220;La decisione di fare dell&#8217;11 settembre una data mondiale delle vittime del terrorismo e del fanatismo, avanzata da Berlusconi, &#232; piaciuta enormemente e devo dire che l&#8217;intero  discorso del nostro presidente del Consiglio era perfetto per autorevolezza e serenit&#224;&#8221;. Ah, vivaddio, ci voleva proprio qualcuno che anche da destra facesse pelo e contropelo al leader dell&#8217;Italia del falso in bilancio. Ma voi potreste credere a questo punto che Paolo Guzzanti si sia fermato, magari impaurito dalle possibili reazioni di Berlusconi il quale, nel discorso delle stelle e strisce aveva detto, chiaramente alludendo a Guzzanti: &#8220;Diciamo alto e forte: basta con le ambiguit&#224;, basta con i distinguo, basta con la faziosit&#224;, basta con la partigianeria, qualunque essa sia&#8221;. No! Paolo non si &#232; fatto intimorire e ha continuato: &#8220;Berlusconi &#232; apparso forte e calmo come un grande presidente, un grande statista che guida il Paese che gli ha affidato con il voto il suo ruolo, in una situazione difficile, inattesa, brutta&#8221;. Beh, quanno ce vo&#8217; ce vo&#8217;. Io non so se dietro questo brutale attacco ci si possa leggere qualche odio personale. Mi piace pensare per&#242; che con questa presa di posizione coraggiosa Paolo Guzzanti abbia voluto solo dire a  Silvio, l&#8217;uomo che non  deve chiedere mai, nemmeno per rogatoria, che non pu&#242; continuare a fare il bello e il cattivo tempo. E&#8217; per questo che con grande soddisfazione e senso di solidariet&#224; ho letto il finale dell&#8217;articolo. Un finale nel quale Guzzanti torna al suo notorio senso del limite, alla sua mitica pacatezza, al suo leggendario gusto per l&#8217;understatement. Un finale soft, bipartizan, conciliativo, come a ricordare al suo quasi editore di non montarsi la testa, che in fondo si &#232; trattato di una cosa cos&#236;, niente di speciale. Ha concluso cos&#236; Paolo Guzzanti, con grande sprezzo del pericolo: &#8220;Il 10 novembre del 2001 passer&#224; alla storia&#8221;.<\/p>\n<p>Claudio Sabelli Fioretti<br \/>36.segue <\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo sabato dalle due marce ha portato una ventata di chiarezza e di coraggio. Basta leggere, per esempio, l&#8217;editoriale di Paolo Guzzanti, vicedirettore del Giornale e parlamentare del Polo. 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