{"id":43930,"date":"2017-06-30T22:57:27","date_gmt":"2017-06-30T20:57:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=43930"},"modified":"2017-06-30T22:58:09","modified_gmt":"2017-06-30T20:58:09","slug":"43930","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=43930","title":{"rendered":"NON E&#8217; LA DESTRA CHE VINCE, E&#8217; LA SINISTRA CHE PERDE"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Bravo alessandro, avrei voluto scriverlo io<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em>Da ragazzi avevamo organizzato un torneo di calcio, sette otto squadre, campionato classico, tutti contro tutti. Il regolamento che ci eravamo dati stabiliva che ogni squadra doveva presentarsi al campetto &#8211; mi pare fosse il Calvairate &#8211; con almeno nove giocatori, senn\u00f2 l\u2019altra vinceva a tavolino. Un paio di volte noi ci siamo presentati in sei e appunto abbiamo perso a tavolino, campionato andato e ciao.<\/em><!--more--><\/p>\n<p><em>Vi racconto questa storia perch\u00e9 in questi giorni sono gi\u00e0 circolate tante ipotesi e tante interpretazioni sui risultati dell\u2019ultimo turno elettorale, quello delle amministrative.<\/em><\/p>\n<p><em>Io qui tento la mia, di interpretazione, prendendo un po&#8217; di citt\u00e0 in cui al ballottaggio a sorpresa ha vinto il centrodestra.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora, come sappiamo al ballottaggio non ci sono partiti piccoli e non c\u2019\u00e8 dispersione di voto: c\u2019\u00e8 una scelta secca, o di qua o di l\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Partiamo da Sesto San Giovanni e parliamo di voti assoluti, di voti veri, non di percentuali: qui la candidata del centrosinistra al ballottaggio di cinque anni fa ha preso circa 16 mila voti, al ballottaggio di quest\u2019anno circa 11 mila. Perso un terzo dei voti.<\/em><\/p>\n<p><em>A Genova il candidato del centrosinistra quest\u2019anno al ballottaggio ha preso circa 90 mila voti, cinque anni fa sempre al ballottaggio ne aveva presi 115 mila. Persi 25 mila voti.<\/em><\/p>\n<p><em>All\u2019Aquila il candidato del centrosinistra quest\u2019anno ha preso meno di 14 mila voti al ballottaggio, cinque anni fa &#8211; sempre al ballottaggio &#8211; ne aveva presi pi\u00f9 di 20 mila. Persi 6000 voti, di nuovo quasi un terzo svaporato.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, quando succedono queste cose \u00e8 abbastanza improbabile che tutti quei voti siano passati dal centrosinistra al centrodestra, specie in un ballottaggio.<\/em><\/p>\n<p><em>Una parte s\u00ec, certo, \u00e8 possibile, e le analisi dei flussi ci diranno quanti, ma insomma la lettura pi\u00f9 probabile \u00e8 che quei voti persi al ballottaggio dai candidati del centrosinistra siano in grande maggioranza di gente che ha deciso, questa vota, di non votare, di stare a casa, di andare da un&#8217;altra parte.<\/em><\/p>\n<p><em>Di non appoggiare, al momento della scelta secca tra centrodestra e centrosinistra, quel centrosinistra che cinque anni fa invece aveva invece votato.<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta l\u2019astensione riguardava soprattutto l\u2019elettorato pi\u00f9 qualunquista, meno informato, meno coinvolto e spessso un po&#8217; reazionario. Tanto che &#8211; si diceva &#8211; un\u2019alta astensione sfavoriva la destra e favoriva la sinistra.<\/em><\/p>\n<p><em>Adesso ad astenersi sempre di pi\u00f9 sembrano essere gli elettori di sinistra. O meglio, \u00e8 il caso di dirlo, gli ex elettori di sinistra.<\/em><\/p>\n<p><em>E non sembra tanto un\u2019astensione di disinteresse o indifferenza, quanto di rabbia e di delusione.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 gente che diserta le urne perch\u00e9 non si interessa di politica, ma proprio perch\u00e9 \u00e8 incazzata con la politica. E ancora di pi\u00f9 con la sua parte politica, o meglio con quella che era la sua parte politica.<\/em><\/p>\n<p><em>Insomma, forse domenica le destre ai balllottaggi hanno vinto non tanto per bravura propria ma perch\u00e9 gli elettori di sinistra non si sono presentati in campo. Un terzo di loro non sono andati a giocare la partita, proprio come noi che eravamo andati al campetto Calvairate in sei su nove.<\/em><\/p>\n<p><em>Forse il primo problema di qualsiasi sinistra in Italia oggi non \u00e8 portare via voti all\u2019avversario (e magari all\u2019avversario pi\u00f9 vicino, come si fa di solito a sinistra) ma portare via voti all\u2019astensione. Andarsi a riprendere almeno il terzo che non si \u00e8 presentato. Anzi, andarsene a prendere molti di pi\u00f9, se possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Dare agli astenuti &#8211; specie quelli freschi, i nuovi astenuti, gli astenuti di incazzatura &#8211; un buon motivo per presentarsi alle urne. Una buona ragione per votare. Che sia una ragione politica, programmatica, emozionale, umana, etica, economica, leaderistica, quello che volete.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma una ragione, cacchio, per andare a votare. Altrimenti \u00e8 ovvio che vincono le destre, pi\u00f9 o meno a tavolino.<\/em><\/p>\n<p><em>http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bravo alessandro, avrei voluto scriverlo io Da ragazzi avevamo organizzato un torneo di calcio, sette otto squadre, campionato classico, tutti contro tutti. Il regolamento che ci eravamo dati stabiliva che ogni squadra doveva presentarsi al campetto &#8211; mi pare fosse il Calvairate &#8211; con almeno nove giocatori, senn\u00f2 l\u2019altra vinceva a tavolino. 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