{"id":41914,"date":"2014-02-23T00:58:38","date_gmt":"2014-02-22T22:58:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=41914"},"modified":"2014-02-23T01:14:58","modified_gmt":"2014-02-22T23:14:58","slug":"correva-lanno-1956-a-torino-correva-lanno-1956-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=41914","title":{"rendered":"CORREVA L&#8217;ANNO 1956, A TORINO"},"content":{"rendered":"<p>da Romeo Cantoni<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">Adesso ti racconto una storia\u2026..Correva l\u2019anno 1956 e siamo a Torino ed \u00e8 sabato, un anonimo sabato pomeriggio\u00a0\u00a0in un bar della citt\u00e0 quattro amici seduti al tavolino si\u00a0\u00a0apprestano a giocare a scopa\u2026Mentre uno dei quattro sta distribuendo le carte gli altri attenti le raccolgono dal tavolo e le sistemano in maniera progressiva nella mano sinistra e quando il mazziere butta sul tavolo le quattro carte scoperte sono pronti a iniziare il gioco\u2026.Per un po\u2019 di tempo, assorti nel gioco per cercare di capire le intenzioni dei rispettivi avversari, sono silenziosi e le\u00a0\u00a0coppie di giocatori tramano la migliore strategia per accumulare pi\u00f9 punteggio o almeno ci provano\u2026.Poi, quando la partita prende\u00a0\u00a0un certo equilibrio e i giocatori pensano di avere individuato il punto debole dell\u2019avversario, i giocatori assumono un atteggiamento pi\u00f9 rilassato e, a questo punto, uno dei quattro\u00a0\u00a0mentre butta sul tavolo una carta perch\u00e9 non ne ha da \u201cprendere\u201d, dice :<\/span>\u201c Che ne pensate di questi terroni \u2026.stanno arrivando a decine\u2026non si\u00a0\u00a0sa pi\u00f9 dove metterli!&#8230;.Perch\u00e9 non se ne stanno al loro paese\u2026tra l\u2019altro non si capisce come parlano, mah!&#8230;.\u201d.\u00a0\u00a0Il secondo di mano, mentre raccoglie dal tavolo un sei di fiori che gli servir\u00e0 per la Primiera, dice a sua volta :\u00a0\u201c\u2026.Hai proprio ragione! Tra l\u2019 altro pretendono e alla catena di montaggio non sono bravi\u2026.Che roba!&#8230;\u201d. Il terzo, tanto per rincarare la dose, mentre raccoglie dal tavolo un asso e un due con il tre che ha in mano dice :\u00a0\u201c\u2026.E poi, avete notato?\u00a0\u00a0son solo capaci di mettere al mondo figli e a lamentarsi\u2026.Non so dove si andr\u00e0 a finire!&#8230;..\u201d. Il quarto giocatore, dopo aver guardato le carte rimaste sul tavolo\u00a0\u00a0per cercare di fare il miglior gioco, rimane un attimo silenzioso poi dice :\u201c\u2026.Eh, s\u00ec, avete proprio ragione\u2026sono proprio di un\u2019altra razza, per\u00f2 vi devo dire una cosa\u2026Mia figlia, un po\u2019 di tempo fa, mi ha detto che ha conosciuto un ragazzo, un terrone\u2026..Ebbene, vi devo confessare che sul momento ho provato una forte apprensione e le ho detto che la cosa non mi piaceva e di stare attenta\u2026Poi, una domenica pomeriggio mia figlia mi ha detto che una persona avrebbe chiesto di conoscermi\u2026..Insomma, in poche parole, di l\u00ec a poco mia figlia si presenta mano nella mano di un ragazzo ..bella presenza, ben vestito, sorridente\u2026si presenta (Lo Cascio, mi dice\u2026),\u00a0\u00a0nel sentire quel cognome sento un brivido lungo la schiena ma lo faccio accomodare e gli chiedo il motivo della visita\u2026..Cari signori non voglio abusare della vostra pazienza ma vengo subito al sodo\u2026questi terroni sono certamente elementi poco raccomandabili ma, guarda caso, mia figlia ne ha conosciuto uno per\u00a0\u00a0cui ho dovuto ricredermi\u2026..Brava persona, gran lavoratore, educato, rispettoso delle leggi\u2026.., insomma diverso dagli altri suoi coetanei\u2026.\u201d.<span style=\"font-size: 13px;\">Correva l\u2019anno 1956, \u00e8 un sabato di pomeriggio e come era consuetudine in quel tempo\u00a0\u00a0nei trecentocinquanta bar di Torino e provincia, il numero esatto probabilmente \u00e8 sotto stimato, si trovavano gli amici amanti della scopa e, tra una mano e l\u2019altra, si scambiavano le comuni esperienze circa l\u2019 \u201cimmigrato invasore\u201d e ciascuno aveva un motivo di amarezza tranne uno dei quattro che raccontava della propria figlia che, avendo conosciuto un terrone aveva dovuto ricredersi\u2026\u2026..Cos\u00ec in quel sabato pomeriggio del 1956 almeno 350\u00a0\u00a0\u201cterroni\u201d circa, numero probabilmente sottostimato,\u00a0\u00a0aveva superato l\u2019esame degli autoctoni i quali in conclusione della loro prolusione solevano affermare : \u201c \u2026.per carit\u00e0, io non sono razzista, per\u00f2\u2026\u2026\u2026\u2026\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Romeo Cantoni Adesso ti racconto una storia\u2026..Correva l\u2019anno 1956 e siamo a Torino ed \u00e8 sabato, un anonimo sabato pomeriggio\u00a0\u00a0in un bar della citt\u00e0 quattro amici seduti al tavolino si\u00a0\u00a0apprestano a giocare a scopa\u2026Mentre uno dei quattro sta distribuendo le carte gli altri attenti le raccolgono dal tavolo e le sistemano in maniera progressiva 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