{"id":36793,"date":"2008-04-18T09:26:00","date_gmt":"2008-04-18T09:26:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=36793"},"modified":"2008-04-18T09:26:00","modified_gmt":"2008-04-18T09:26:00","slug":"lo-stalliere-e-altre-fiabe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sabellifioretti.it\/?p=36793","title":{"rendered":"Lo stalliere e altre fiabe"},"content":{"rendered":"<p><\/b><span class=\"rss:item\"><em>SATIRA PREVENTIVA<\/em> di Michele Serra (grazie a Paola Bensi)<\/p>\n<p>Che lo <strong>stalliere Mangano<\/strong> sia  stato un eroe, e non un pregiudicato mafioso come fin qui affermato dalla  propaganda comunista, era gi&#224; noto da tempo, ben prima che <strong>Marcello  Dell&#8217;Utri<\/strong> ce lo ricordasse cos&#236; autorevolmente. Per concimare la  bordura di petunie, nella villa di <strong>Arcore<\/strong>, percorrendo  ginocchioni cinque chilometri di vialetti di ghiaia, ci voleva infatti una  tempra eroica. Uguale attitudine al sacrificio fu necessaria a Mangano per  accompagnare a scuola ogni mattina i figli di Berlusconi, che lo costringevano a  cantare tutte le canzoni di Cristina D&#8217;Avena e i jingle pubblicitari di  Mediaset. Alcuni dei quali, secondo gli studiosi di otometria, possono far  sanguinare le orecchie dopo pochi secondi.<\/p>\n<p>Ma molti altri <strong>luoghi  comuni<\/strong> imposti dalla sinistra stanno per essere definitivamente  smascherati. Vediamo i principali. <br \/><strong><br \/>Mafia<\/strong> La Mafia  <strong>&#232; un fenomeno di costume<\/strong>. Il suo stesso, diffuso radicamento  popolare in vaste zone della nostra bella Italia, smentisce l&#8217;assurda ipotesi  che si tratti di organizzazione segreta. Le intemperanze occasionali di alcuni  suoi membri, lungi dall&#8217;avere quel significato eversivo loro attribuito dai  pubblici ministeri comunisti, sono solo eccessi di zelo correzionale per  ricondurre alla ragione quei membri della comunit&#224; che vogliono negare la  Famiglia Tradizionale, l&#8217;autorit&#224; del padre e le profonde radici cristiane del  nostro meridione. Le pile di santini ritrovate, insieme alle provole e a innocue  collezioni di armi da fuoco, nei rifugi dei padrini, sono la testimonianza della  retta attitudine e della formazione religiosa di questi italiani perseguitati  dal pregiudizio laicista. Non ultima prova a discarico della cosiddetta Mafia &#232;  l&#8217;attaccamento al lavoro e ai superiori di tutti i suoi impiegati. Lo conferma  il bassissimo numero di iscritti al sindacato: la Cgil-Killer conta un solo  iscritto, per giunta deceduto pochi istanti dopo il suo tesseramento.  <\/p>\n<p><strong>Resistenza<\/strong> Nei felici anni Quaranta, con il pretestuoso  alibi dell&#8217;occupazione nazista e della Seconda guerra mondiale in corso, alcune  bande di sfaccendati abbandonarono senza permesso il posto di lavoro e  risalirono le montagne, nel tentativo di rubare le casse di viveri paracadutate  dagli anglo-americani per le loro truppe. I novantamila caduti partigiani sono  tutti periti nel corso delle sanguinose risse per accaparrarsi cioccolata e  sigarette. Il cosiddetto 25 aprile, spacciato dai comunisti come Festa della  Liberazione, fu in realt&#224; un giorno come tanti altri: fucilazioni,  bombardamenti, deportazioni di ebrei, canzoni di Rabagliati alla radio, donne  che stendevano i panni sulle terrazze dopo avere rammendato in gruppo i buchi  della mitraglia, insomma la serena routine dell&#8217;Italia popolare. Quell&#8217;Italia  semplice e schietta i cui sentimenti gi&#224; allora erano sconosciuti alla sinistra,  chiusa nei salotti snob a diffamare il Cavaliere, quello di  allora.<\/p>\n<p><strong>Costituzione<\/strong> Si tratta di alcuni fogli sparsi,  malamente rilegati con un elastico, rinvenuti a Roma al termine di una  inconcludente riunione politica di antifascisti, divisi su tutto tranne che sul  gettone di presenza. Farne la carta fondamentale dello Stato &#232; un arbitrio  inaccettabile, quella gente era cos&#236; fuori dal mondo che la sedicente  Costituzione non fa neanche menzione delle tre &#8216;I&#8217;: Inglese, Internet e  Imponibile zero. Lo sanno tutti che la vera Costituzione venne dettata dalla  Vergine Maria a una contadinella, emana un intenso profumo di rose e consta di  un solo articolo, che incarica il papa di formare un governo di salvezza  nazionale.<\/p>\n<p><strong>Repubblica<\/strong> &#200; del tutto inaccettabile che il  nostro sistema politico possa chiamarsi come il quotidiano fondato da Eugenio  Scalfari. Forse che in Francia vige un sistema chiamato &#8216;Le Monde&#8217;, o la regina  d&#8217;Inghilterra regna su uno Stato chiamato &#8216;Economist&#8217;? L&#8217;assurdit&#224; di questa  situazione &#232; evidente. La Repubblica italiana ha urgente bisogno di cambiare  nome mediante concorso pubblico, e <strong>televoto<\/strong> finale. Per  scongiurare i soliti brogli, il voto popolare sar&#224; affiancato da una giuria di  qualit&#224; formata da un manager, un pubblicitario, un vescovo e una donna di Forza  Italia che cucina per loro.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SATIRA PREVENTIVA di Michele Serra (grazie a Paola Bensi) Che lo stalliere Mangano sia stato un eroe, e non un pregiudicato mafioso come fin qui affermato dalla propaganda comunista, era gi&#224; noto da tempo, ben prima che Marcello Dell&#8217;Utri ce lo ricordasse cos&#236; autorevolmente. 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